domenica 24 agosto 2014

I DISPERATI DEL TERRORISMO ISLAMICO

LA RELIGIONE PROSPERA NELL'INFELICITA' E LA DIFFONDE, RECLUTA LA FRUSTRAZIONE, LA MISERIA ESISTENZIALE, L'IGNORANZA. COSI' L'ISLAM HA RIDOTTO NEI SECOLI IL MEDIORIENTE AL DEGRADO, ALLA BARBARIE E AD UNA CONDIZIONE UMILIANTE DI ARRETRATEZZA CHE GENERA UN'INSOSTENIBILE COMPLESSO D'INFERIORITA' CHE FA BRANCO NEL TERRORISMO. L'OCCIDENTE HA IL DOVERE DI SOSTENERE SOPRATTUTTO FINANZIARIAMENTE E IDEOLOGICAMENTE I CRESCENTI MOVIMENTI LAICI MEDIORIENTALI CHE SI TROVANO ABBANDONATI DA TUTTI.

   Se non fosse tragico sarebbe incredibilmente ridicolo: questo opuscolo "Islam per negati" di Malcolm Clark è alla base della formazione ideologica dei terroristi occidentali. Questo la dice tutta sull'individuo antisociale in cerca di pretesti.

 "Odio. Il sentimento più appropriato di fronte all'altrui superiorità".
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

Possiamo iniziare il nostro discorso citando le parole dello studioso Oliver Roy sul " fascino che il nuovo radicalismo islamico esercita su alcuni gruppi minoritari, spesso radicati in Europa, che soffrono della impossibilità di esprimere la propria identità e si sentono portatori di una civiltà sconfitta che può solo scegliere la violenza per fare sentire le proprie ragioni". Bisogna puntualizzare che la piaga dilagante dell'estremismo islamico non minaccia solo l'Occidente, ma ogni forma di civiltà e cultura nel mondo, perciò sarebbe urgente un'asse mondiale che coinvolgesse Stati Uniti, Europa, Russia, Cina e tutte le maggiori potenze, mettendo da parte le ostilità di fronte ad un nemico comune. I progetti teocratici di questi disperati non hanno, ovviamente, futuro, e, seppur in preda ad una totale alienazione, essi comunque non crederebbero mai che il mondo rimarrà ad assistere alla grottesca nascita di un califfato islamico sulle sponde del Mediterraneo, sono ben consapevoli che la loro è, inevitabilmente, solo una missione vendicativa il cui unico scopo è lo sfogo parossistico di una sofferenza secolare espressa dall'odio. Il Medioriente dipende in tutto e per tutto dall'Occidente e dal resto del mondo, soprattutto dalla tecnologia che proviene dall'Occidente come ogni altro elemento di modernità, non ha mezzi culturali e materiali per autodeterminarsi, non ha costruito nulla; un miliardo e mezzo quasi di individui senza alcuna rilevanza al di là dell'impegno che il mondo si deve assumere per tenerli sotto osservazione: istituire un califfato significherebbe regredire alle condizioni di vita delle tribù di pastori nomadi e senza storia del VII secolo. Da mezzo millennio la "civiltà" araba non ha prodotto alcuna invenzione o progresso scientifico e culturale, i paesi arabi sono gli ultimi per numero di libri stampati e livello di alfabetizzazione, il numero delle università è infimo. Quando parliamo di civiltà araba in realtà discutiamo di qualcosa che ha avuto il suo periodo aureo nel medioevo durante i califfati illuminati che ben conosciamo, è lì che si conclude la civiltà araba, i secoli successivi sono scivolati in una spirale di fallimento, di inerzia, di stagnazione dovuti non certo all'imperialismo occidentale, ma all'orribile golem che essi stessi si sono creati.

CARATTERISTICHE DELLA RELIGIONE ISLAMICA

Quella islamica è una religione le cui uniche radici affondano nelle tradizioni guerresche e sociali delle mai sconfitte tribù di pastori nomadi (nel VII secolo a.C.) che sopravvivevano ed avevano come unico scenario esistenziale il deserto, da sempre ai margini delle civiltà che nei secoli si sono succedute, sempre combattuti e mai addomesticati da nessuna di esse. Le caratteristiche particolarmente dispotiche di questa religione sono dovute proprio alla sua mancanza di radici antiche ed al suo isolamento da ogni precedente retaggio culturale; essa è infatti l'ultima nata dei tre monoteismi moderni e non è certamente scaturita dalle esigenze spirituali di oscuri pastori, ma allo scopo puramente pratico di coalizzare queste tribù ponendo degli obiettivi comuni ed una forma di governo condivisa. Quella che all'inizio fu una setta capeggiata da un astuto commerciante di nome Maometto, conquistò e sottomise queste bellicose tribù al punto da creare un impero. 

IDENTIKIT DEL TERRORISTA ISLAMICO 

Ma chi e cosa odiano e, soprattutto, chi sono questi individui che provengono anche dall'Europa voltando le spalle al mondo che li ha cresciuti? La religione, si sa, recluta e catalizza da sempre l'emarginazione e soprattutto i problemi psichici di chi si sente inadeguato e trova nell'esaltazione religiosa un riscatto al suo malessere. Il terrorista odia l'Occidente come odia il mondo intero, non esistono distinzioni, solo pretesti, è un essere autodistruttivo e distruttivo che percepisce la propria inconsistenza e il proprio fallimento come individuo, che vorrebbe annientare ogni forma di esistenza come lui si sente annientato, sull'onda di una tragica estetica della morte che è lo stesso elemento psichico che alimentò il nazismo e la personalità di Hitler, il quale pure fu perennemente lacerato da un'invidia insanabile e patologica. Nazismo e islamismo sono due facce della stessa medaglia: sono forse le più note etichette che si usano quando la frustrazione e l'invidia sociale fanno branco.

ESISTE LO SCONTRO DI CIVILTA'?

Ovviamente quelli che fanno più rumore nei notiziari sono i fondamentalisti, i terroristi, cosicchè potremmo cadere nell'errore di una visione stereotipata del Medioriente e delle sue popolazioni. Ma quella del terrorismo islamico è una reazione violenta e parossistica contro il sempre crescente anelito di libertà e di laicità che ormai pervade ogni popolo mediorientale: abbiamo visto come in Egitto i Fratelli Musulmani siano stati cacciati dal popolo, come in Tunisia sia successa la stessa cosa con il regime teocratico cacciato e con la nuova costituzione laica vigente, la sconfitta in Libia dei partiti islamici nel 2012 per cui oggi la vendetta non si fa attendere con un escalation di terrore reazionario estremista.

I 6 PUNTI PRINCIPALI PER SCONFIGGERE IL TERRORISMO ISLAMICO:

1- Offrire appoggio e finanziamento ai movimenti laici di ogni paese arabo.

2- Basta al buonismo ipocrita che elargisce presunti diritti e libertà ai musulmani in Europa ed America con la giustificazione di assecondarne la minorità mentale, pensando in questo modo che essi possano riconoscere un principio di reciprocità che può esistere solo  in società civilmente evolute.

3- Porre fine ai regimi teocratici che finanziano il terrorismo con sanzioni e appoggio ai dissidenti interni.

4- L'Europa deve avere un atteggiamento univoco su tutti questi punti e sulla strategia politica e militare contro l'espansionismo islamico.

5- E' necessario un'asse costituito da tutte le massime potenze mondiali contro il terrorismo islamico : Israele, Stati Uniti, Cina , Russia.

6- L'Europa deve avere una politica comune per arginare l'immigrazione selvaggia che oggi si trova tutta a carico dell'Italia, con regole severe di responsabilizzazione individuale e non deleterio buonismo.

E' tutto.

Alessia Birri, 24 agosto 2014

Articoli correlati:

"Il perdente raadicale" di Hans Magnus Enzensberger:
http://vivereacomo.info/2007/02/08/i-perdenti-radicali-e-levo-antico-prossimo-venturo/

"Il sogno disperato del califfato islamico":
http://www.asianews.it/notizie-it/Il-sogno-disperato-del-Califfato-islamico-31574.html

"Sondaggio sul mondo islamico":
http://www.europaquotidiano.it/2007/10/09/piu-che-scontro-e-invidia-di-civilta-un-report-sullislam/