lunedì 17 ottobre 2011

ROMA 15 OTTOBRE 2011:LA VIOLENZA E L'IPOCRISIA


"Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono."
(Malcolm X)

"È meglio essere violenti, se c'è la violenza nel nostro cuore, piuttosto che indossare la maschera della non violenza per coprire la propria impotenza. La violenza è sempre preferibile all'impotenza. Per un uomo violento c'è sempre la speranza che diventi non violento. Per l'impotente questa speranza non c'è".
Gandhi

Non voglio dilungarmi in digressioni sulla crisi del capitalismo mondiale, sull'inaccettabile ingiustizia su cui si basa un sistema destinato a implodere e a fagocitare sè stesso, bensì voglio focalizzare l'attenzione sui fatti di Roma, sabato 15 ottobre 2011, alla manifestazione degli Indignados, al di là del fatto che ci siano stati degli infiltrati o meno tra i gruppi facinorosi, al di là dell'analisi del famoso metodo Cossiga, vorrei far aprire gli occhi su ciò che è in effetti sotto gli occhi di tutti, da quasi 20 anni, vorrei mostrare senza giri di parole la cruda realtà di un Paese ostaggio dei fascisti, dei mafiosi, delle grandi lobby bancarie, della cricca vaticana che hanno cancellato ogni conquista democratica e civile, che ogni giorno uccidono, massacrano, torturano i cittadini nel silenzio-assenso dei media, che cancellano diritti fondamentali, che spazzano via il futuro delle nuove generazioni con il chiaro intento di creare masse di precari ricattabili e senza voce, masse di proletari in stile ottocentesco, emarginati dalla cultura (con lo stratagemma del merito nella riforma Gelmini)e dal benessere. In Val Di Susa la polizia spara ad altezza d'uomo lacrimogeni e usa armi proibite dalla convenzione internazionale, armi chimiche cangerogene proibite in guerra ma usate contro i manifestanti No Tav, con il chiaro intento di uccidere; tortura i manifestanti inermi e feriti che aspettano i soccorsi; nelle caserme della polizia e dei carabinieri cittadini inermi vengono torturati e uccisi (vedi il caso Uva di cui si parla in questi giorni); i cittadini vengono ogni giorno torturati e uccisi nelle carceri (in Italia, unico Paese fra i cosidetti "democratici", non c'è il reato di tortura); ogni voce dissidente viene isolata, cacciata e minacciata. Il regime è servito, in tutta la sua violenza, le sue minacce, il suo odio; odio contro le nuove generazioni, odio contro le ideologie dissidenti, contro le minoranze, odio razzista, sessista, contro i non-omologati al sistema che ogni giorno miete vittime; vittime che non fanno rumore, perchè non nutrono l'ambizione e la carriera dei giornalisti, i quali hanno bisogno di ingraziarsi i propri padroni, perciò come leoni si scagliano contro i facinorosi black bloc di Roma, facendo a gara a chi usa le parole più dure, a chi esterna il disprezzo più totale verso quei ragazzi che sulla propria pelle hanno avuto il coraggio di affrontare chi è al servizio di questo potere cieco che ormai entra nelle case, nella vita di ogni giorno calpestando soprattutto le nuove generazioni.

Ed ecco che abbiamo gli arrivisti della politica, che invocano pene severissime, durissime nei confronti dei black bloc, che non sono alieni, come vorrebbero farci credere i media di regime, ma sono i nostri figli, sono i ragazzi nati sotto le spire di una dittatura che non si sono scelti, che gli abbiamo lasciato in eredità, con la nostra vigliaccheria, con l'indifferenza, il servilismo. Siamo costretti a subire la violenza delle parole di uno come Vendola, che invoca pene esemplari, che si augura che i violenti vengano catturati, lui, colluso con gli affari sporchi del San Raffaele, che ha venduto la sua regione agli interessi della lobby vaticana, che ha strisciato ai piedi dei potenti fino a consumarsi pur di costruirsi una carriera, lui, nel piccolo mondo della sua frustazione, del suo perbenismo bigotto, delle sue declamazioni studiate a tavolino, si augura che i facinorosi vengano arrestati, magari anche torturati, o uccisi dalle forze dell'ordine, cosa che non farebbe certo notizia come un vetro sfasciato dai black bloc nei telegiornali, ma che ormai è all'ordine del giorno.

LA VIOLENZA DEI RIBELLI E LA VIOLENZA DEI SERVI.

Cosa distingue uno spirito libero e una coscienza pulita da una coscienza ipocrita e bisognosa di capri espiatori, come quella della maggior parte degli italiani di vecchia generazione (e specifico sempre su questo punto, perchè i giovani oggi sono più che mai innocenti e lontani anni luce dalle generazioni-spazzatura che li hanno preceduti), imbevuti di catechismo e autoritarismo catto-fascista? Lo sbandieratore del pacifismo senza se e senza ma, il piccolo borghese timoroso di dio e del potere di turno è portatore della stessa violenza, dello stesso odio del ragazzo incapucciato che rompe le vetrine, ma il suo odio e la sua violenza non si rivolgeranno mai contro l'aguzzino, contro il torturatore istituzionalizzato, molto più comodo sfogare la propria rabbia contro i ragazzi incapucciati, fotografarli, denunciarli, inseguire il ragazzo che nella madonna fatta a pezzi ha distrutto il simbolo di un potere secolare fatto di massacri e persecuzioni, come hanno fatto i seguaci del suddetto leader carismatico Nichi Vendola, molto più comoda la violenza contro un ragazzo, quello sì innocente, che senza le spalle coperte dal potere e dalle forze dell'ordine espone la sua vita a rischio contro una dittatura feroce e infame, un ragazzo che questo regime non se lo è scelto, o il ragazzo le cui possibilità di studiare e di avere un futuro sono state cancellate e che incontri ogni giorno per strada. Oppure un ragazzino di 15 anni che stava per essere investito da un blindato della guardia di finanza, non si sa quanto intenzionalmente. Tutti li abbiamo visti questi vecchiardi, questi ipocriti esaltati dalle telecamere insultare e mettere le mani addosso ai "facinorosi", oppure, la cosa più insopportabile e rivoltante, addirittura applaudire la polizia.

LA DEMONIZZAZIONE DEI "FACINOROSI" LAVA LA COSCIENZA DEI VIGLIACCHI E AIUTA LA CARRIERA DEI POLITICI PREGIUDICATI

Ecco, questo è ciò che mi ferisce e mi ripugna: non i black bloc, ovviamente, ma la violenza del gregge, del vile, dell'impotente che si scaglia contro ciò che può,contro ciò che non comporta conseguenze per la sua posizione sociale; e la violenza del gregge, del servo è molto più feroce, più subdola, più lacerante di quella di qualsiasi gerarca. Il digrignare i denti da cani rabbiosi dei giornalisti contro i black bloc, quando non oserebbero fiatare e non lo fanno contro qualsiasi crimine perpetrato dalla polizia o da chi li comanda seduto in Parlamento. Il black bloc, il perfetto capro espiatorio che non può vendicarsi, che non può farti perdere il posto, che non può rovinarti la carriera.

"Assassini", "briganti", "delinquenti": così erano chiamati i partigiani, gli eroi del Risorgimento, tutti coloro che si sono sacrificati per la libertà, traditi da generazioni ignobili, piccole e corrotte, che non dovrebbero avere il coraggio di guardare i figli negli occhi, che dovrebbero incapucciarsi per la vergogna. Ma questa è un altra storia, appunto.

Così mentre i pregiudicati se ne stanno seduti in Parlamento, ben protetti e inarrivabili, mentre il loro capo, Berlusconi, da un intercettazione del 2009 incita a "fare fuori il Palazzo di Giustizia, occupare La Repubblica e fare la rivoluzione" (a suo vantaggio), mentre il Paese intero sprofonda nelle maglie di una dittatura sempre più feroce, alla stregua dei paesi del terzo mondo, il piccolo italiano medio fa gli incubi con i black bloc, e sarà proprio su di lui, sull'italiano medio, sul vecchio infame che ha permesso l'instaurazione di un secondo ventennio fascista, che conteranno ora i mafiosi seduti in Parlamento.

PICCHIATORI FASCISTI SEDUTI IN PARLAMENTO:

IGNAZIO LA RUSSA: Il 12 aprile 1973, quando era uno dei leader del Fronte della Gioventù di Milano, nella manifestazione organizzata dal Movimento Sociale Italiano contro quella che veniva definita "violenza rossa" furono lanciate due bombe a mano Srcm, una delle quali uccise il poliziotto di 22 anni Antonio Marino. La Russa fu indicato come uno dei responsabili morali dei lanci di bombe. (Fonte Wikipedia)

ALEMANNO SINDACO DI ROMA: Alemanno entra da giovanissimo in politica, nelle organizzazioni giovanili del MSI-DN diventando segretario provinciale romano del Fronte della Gioventù, il movimento giovanile missino.
È stato arrestato diverse volte: nel novembre 1981 per aver partecipato insieme ad altri quattro componenti del Fronte della Gioventù all’aggressione di uno studente di 23 anni. (Ansa, 20/11/1981)
Nel 1982 viene fermato per aver lanciato una molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica a Roma, scontando poi 8 mesi di carcere a Rebibbia. (Ansa, 15/05/1988)
Nel 1988 diventa Segretario Nazionale del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del MSI, succedendo a Gianfranco Fini che la gestiva dal 1977. Resterà in carica fino al 1991, caratterizzando il suo segretariato per una più spiccata linea movimentista e per la ripresa di tematiche antiamericane ed antioccidentali.
Il 29 maggio 1989 viene arrestato a Nettuno per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, tentato blocco di corteo ufficiale, lesione ai danni di due poliziotti, in occasione della visita del Presidente degli Stati Uniti d’America, George H. W. Bush, al cimitero di guerra americano. Verrà poi prosciolto (Ansa 29 e 30/05/1989)

MAURIZIO GASPARRI: Maurizio Gasparri, negli anni ’70, era quello che si definirebbe “un imboscato” della piazza. Niente azioni violente. Niente manganello. Niente estremismo. A suo dire, neanche troppo fascismo in quella base giovanile dell’Msi che, negli anni di piombo, si faceva un vanto del suo mussolinismo. Gasparri, più moderato, più gelatinato, giovane dirigente, attento alla gerarchia e alla carriera, non sarebbe mai sceso in piazza: “Io, a gridare slogan, non lo ricordo affatto”, scrive oggi, con una punta di critica, Francesco Storace, che invece, all’epoca, le mani le menava e non poco – fu anche espulso dal suo liceo. Fonte:
http://www.giornalettismo.com/archives/105382/gasparri-anni-70-estremismo-arresti-preventivi/

MARONI E BOSSI NEGLI ANNI '90 ISTIGAVANO ALLA RIVOLTA ARMATA DELLA LEGA:
http://www.libreidee.org/2010/12/la-russa-e-maroni-quando-la-polizia-si-occupava-di-loro/

La situazione abominevole, orribile in cui ora ci troviamo è dovuta all'aver tradito e voltato le spalle soprattutto alle grandi ideologie rivoluzionarie, al comunismo, al '68, è dovuta al revisionismo che ha defraudato le grandi correnti filosofiche marxiste della loro linfa vitale, al rifiuto, dopo il crollo del muro di Berlino, di ogni alternativa al capitalismo, che ha lasciato campo libero al risorgere del fascismo e del liberismo selvaggio.

Non se ne andranno senza lasciare profonde ferite, senza fare vittime, senza vendette, come dice anche Saviano in una sua intervista. Ci troviamo ad un crocevia, ci troviamo nella morsa di un regime feroce e disposto a tutto per sopravvivere. I criminali fascisti al potere, di maggioranza e di opposizione, il vecchio nella sua disperata lotta di sopravvivenza sta mostrando il suo volto subumano e mostruoso; Di Pietro, nella sua smania di conquistare voti, nell'impotenza di poterlo fare con i mezzi democratici è disposto ad uccidere, torturare, sparare sui vostri figli attraverso l'applicazione della legge Reale che consentirà alla polizia di uccidere i dimostranti. Ognuno di noi è responsabile, nessuno dormirà sonni tranquilli finchè questi residuati del crimine fascista occuperanno le nostre istituzioni.

Alessia Birri, 17 ottobre 2011

E-mail: aleph1968@hotmail.it

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Giovane torturato dalla polizia in Val Di Susa:
http://www.dirittodicritica.com/2011/07/04/giovane-torturato-polizia-22812/

Val Di Susa. Gas cancerogeno contri i manifestanti:
http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2011/07/18/val-di-susa-gas-cancerogeno-proibito-contro-i-manifestanti-no-tav/

Giuseppe Uva, ucciso nella caserma dei carabinieri dopo l'arresto:
http://insorgenze.wordpress.com/2010/03/23/la-vendetta-dei-carabinieri-contro-giuseppe-uva-%C2%ABil-racconto-choc-dellamico%C2%BB/

Alemanno da carcerato per attentato a picchiatore fascista:
http://www.liblab.it/ita/Politica/Elezioni/Ecco-chi-%C3%A8-Alemanno.-Da-carcerato-per-attentato,-a-picchiatore-del-Fronte-della-Giovent%C3%B9-fino-a-vicepresidente-di-Alleanza-Nazionale

Quando Gasparri gridava slogan fascisti nelle piazze:
http://www.giornalettismo.com/archives/105382/gasparri-anni-70-estremismo-arresti-preventivi/

COSSIGA E IL METODO DEGLI INFILTRATI:
http://www.solforoso.com/politica-e-societa/la-ricetta-di-cossiga-infiltrare-agenti-provocatori-e-picchiare-le-maestre-ragazzine/

domenica 18 settembre 2011

IL MANIFESTO DELL'ANTICRISTO


QUESTO MANIFESTO VUOLE ESSERE UN RESOCONTO DELLE DEGENERAZIONI E DELLE PERICOLOSE TRAME SOCIALI INSITE NELL'IDEOLOGIA RELIGIOSA, AL DI LA' DEI LIMITI DELL'ABITUDINE E DELL'ASSUEFAZIONE CHE INDUCONO A NON VEDERE E A NON RIFLETTERE, A PARTIRE DALLO STESSO ATTO FONDANTE DEL MONOTEISMO GIUDAICO-CRISTIANO E DAL PIU' ABERRANTE DELITTO CONTRO NATURA: IL FIGLICIDIO.


La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l'oppio dei popoli.
Karl Marx


Consapevoli di trovarci alle soglie di una nuova era, dell'eccezionale energia rivoluzionaria delle nuove generazioni, dobbiamo oggi comunque, nostro malgrado, occuparci prioritariamente dell'argomento religioso perchè, nel XXI secolo, il nostro Paese si trova ad affrontare l'insidia del regresso oscurantista, caso unico nel panorama occidentale; l'Italia viene usata come base di un progetto mondiale perseguito dal Vaticano, al fine di una nuova teocratizzazione dell'Occidente; ovvero trampolino di lancio dei valori, delle imposizioni e delle credenze di un piccolo popolo di pastori nomadi di migliaia di anni fa e della superstizione cristiana nata per alleviare le pene degli schiavi di 2000 anni orsono; come non ricordare le parole pronunciate tempo fa dal portavoce vaticano Navarro Valls, che in una sua inquietante affermazione ha considerato l'Italia una ricchezza (per la chiesa) che altrove manca del tutto?! Niente di nuovo sotto il sole (in Italia l'Illuminismo non ha fatto capolino e il sacrificio dei nostri avi con la presa di Porta Pia è stato calpestato con la firma del Concordato nel 1929), se ciò non fosse reso ancora più aggressivo, invasivo e arrogante proporzionalmente alla sua decadenza e alla sua debolezza. Mi rivolgo principalmente alle nuove generazioni, con tutte le forze e i mezzi che mi sono consentiti, per metterle in guardia da questo pericolo, in quanto proprio loro sono il principale obiettivo della propaganda e dei tentacoli psicologici della superstizione religiosa, che sta cercando di mettere nuove radici nel tessuto sociale, nonostante questa sia una penosa, ingenua e disperata illusione nutrita dal decadimento culturale dell'era berlusconiana.

LA MALATTIA PSICHICA ALLA RADICE DEL CRISTIANESIMO E CAUSA PRINCIPALE DELLE DEGENERAZIONI E DEI DISAGI SOCIALI: COME SI CREANO POPOLI MALATI E SOTTOMESSI.

Il cristianesimo non è nato, come ingenuamente si è indotti a pensare, da un bisogno trascendente o da chissà quale profondità spirituale, il cristianesimo è proprio l'opposto di tutto ciò, si sviluppa nei deserti dell'anima, nasce da impulsi patologici profondi e autodistruttivi, consistenti nell'incapacità di vivere, di relazionarsi con sè stessi, di accettare la realtà o dalla necessità di nascondere tare degeneri e pericolose. Tutta la serie di disvalori e di precetti interiorizzati attraverso i secoli, legittimati dalla parola "tradizione", di cui il cristianesimo è stato diffusore, hanno creato una società contro natura paragonabile ad un regno di follia e di morte; la radicalizzazione diffusa di questi disvalori è comune anche presso coloro che si dichiarano laici o non credenti, in conseguenza dei ristagni interiori che la mentalità dominante ha creato nei popoli. La pulsione di morte, inculcata mediante i messaggi visivi (crocifisso) e mediatici del cristianesimo, è senz'altro il più pericoloso principio psichico mediante il quale l'ideologia cristiana distrugge e annienta l'individuo nella sua integrità, ha due effetti principalmente: in primis crea nel soggetto bisogni masochistici al fine di sedare i sensi di colpa di cui è stato oberato durante una vita di indottrinamento, secondariamente la violenza che il soggetto provoca a sè stesso, nel tentativo di annientare la propria interiorità e i propri desideri affettivi, che potrebbero essere pericolosi per il suo asservimento sociale, viene inevitabilmente proiettata all'esterno mediante azioni violente e distruttive nei confronti di altri individui; ciò esteso a livello di massa, com'è avvenuto, crea effetti devastanti che vengono poi perpetuati nel tempo, presso popolazioni intere, nei secoli, nei millenni...effetti di cui siamo testimoni, mediante l'innesco di un circolo vizioso generazionale, di una reazione a catena di cui ci si può liberare solo dolorosamente e tragicamente nel lungo corso della storia.

IL FIGLICIDIO COME MESSAGGIO, ORDINE INTERIORIZZATO E PRINCIPALE MEZZO DI SCHIAVIZZAZIONE E REGRESSIONE ANTROPOLOGICA.

Il monoteismo ebraico prima e il cristianesimo poi, in forma più subdola, pongono le loro radici sull'uccisione e il sacrificio del figlio in nome dell'autorità costituita, idealmente raffigurata come la volontà di un essere soprannaturale, ma effettivamente rappresentata da regimi terreni e monarchie assolute, che possono assicurare in questo modo la continuità del sistema sociale oppressivo. Il figlio è il seme del cambiamento, dell'evoluzione sociale, è legato al divenire, perciò dev'essere sacrificato e messo in croce nel nome della tradizione e della convenzione. Il sacrificio e la castrazione delle qualità individuali, della personalità, del libero progresso evolutivo della propria prole è la più grave perversione, il crimine più orrendo contro ogni legge naturale volta alla ricerca della felicità e del miglioramento delle condizioni di vita di ogni essere vivente, è la radice stessa del monoteismo e il fondamento di ogni società gerarchica, piramidale ed oppressiva, un processo di schiavizzazione di massa delegato alla cattolica famiglia patriarcale, concepita come luogo di annullamento e asservimento per opera dei genitori prima e, per esteso, all'intera società gerarchica e autoritaristica. La natura vuole che il vecchio soccomba al nuovo, implica il processo evolutivo degli individui ed ha come fondamento il divenire; la religione monoteistica ha invertito la regola naturale, ha posto il vecchio a guardia della stagnazione e della tradizione, relegando l'intera società umana ad una putrefazione tombale e ad un regresso (conversione) perpetuato nei secoli dal circolo vizioso degli oppressi che creano altri oppressi, degli schiavi che creano altri schiavi, un incantesimo terribile, un incubo storico dal quale solo ora ci stiamo svegliando, in un lungo, lento e sofferto processo di consapevolezza e di riconquista.

DAL SACRIFICIO DI ISACCO ALLA CROCIFISSIONE DI CRISTO: IMMOLARE IL PROPRIO FIGLIO IN NOME DEL POTERE DOMINANTE E DELLE CONVENZIONI SOCIALI.

Dall'antico al nuovo testamento lo stesso crimine è indotto mediante l'aggiunta del messaggio carismatico e oppiaceo dell'amore: "Non crediate che sia venuto ad abolire la legge o i profeti: non sono venuto per abolire, ma per completare"; queste parole, pronunciate da Cristo nel Vangelo, indicano la continuità di significati e finalità antropologiche fra vecchio e nuovo. Abramo obbedisce all'ordine di Dio (personificazione dell'autorità gerarchica) di uccidere il figlio dimostrando in questo modo di aver annientato sè stesso, la propria interiorità, la propria affettività ed il sentimento umano più inviolabile della legge naturale, di essere quindi ormai un oggetto privo di coscienza completamente asservito alla tradizione e al dogma, un automa.

Nel nuovo testamento, in luogo del padre che sacrifica il figlio, il figlio stesso si sacrifica "per amore" del padre e di ciò che esso rappresenta, accettando di essere crocifisso e annullato e dimostrando la rinuncia alla propria volontà. Il figlio, l'individuo nuovo che potrebbe costituire una minaccia alla stagnazione del sistema sociale, annulla sè stesso rassicurando il potere vigente e divenendo così una vittima sacrificale in pasto all'intera società, sulla quale si consumano orge cannibalesche (eucarestia) e brame necrofile frutti della più devastante perversione nella quale abbia potuto degenerare l'umanità. Introducendo la volontà stessa del figlio al sacrificio si comunica un messaggio carismatico secondo il quale egli lo avrebbe fatto per "amore" nei confronti dell'umanità (l'insieme di individui che compongono la società tradizionale e immutabile) e del padre che partecipa al volere della società e teme ogni forma di autodeterminazione della propria prole. Con la parola "amore" viene sublimato e nascosto dietro il paravento della suggestione il più barbaro e orrendo crimine consumato nei millenni, frutto della famiglia patriarcale di stampo monoteistico. In questo caso il Cristo rappresenta il figlio perfetto, sottomesso e ubbidiente, mediante il quale la tradizione sarà salva e dal quale l'intera comunità si sente rassicurata (salvata), avendo egli annullato sè stesso per divenire parte integrante di un gigantesco ingranaggio sociale, ridotto a mercanzia, spogliato della ricchezza delle sue potenzialità destabilizzanti.

MESSAGGI DI ODIO, OMICIDIO, MASOCHISMO, INDUZIONE AL CRIMINE E LORO ESPRESSIONI EVANGELICHE.

1)"Porgi l'altra guancia": mai frase fu tanto sublimata di questa nel corso della storia, solitamente interpretata nell'accezione benevola e velata rispetto al suo vero significato, al deposito masochista e schiavizzante creato a livello inconscio nel corso dei secoli. In realtà questo passo nasconde il più profondo odio, il disprezzo assoluto verso l'oppresso, mediante la psicologia della colpevolizzazione "a prescindere" che non lascia margini di difesa davanti agli abusi del potere; la colpa dell'oppresso è intrinseca dunque alla sua stessa condizione, la quale deve rimanere immutabile senza essere messa in pericolo da rivendicazioni di alcun genere. Emblematico di quest'ideologia è proprio il famoso documento "Crimen sollicitationis", vigente fino al 2002 presso la chiesa cattolica, il quale rendeva la vittima di abusi compiuti dai preti pedofili colpevole di "adescamento"e "induzione al crimine", così come recita la stessa frase in latino. Non c'è da meravigliarsi dunque che le prime vittime dell'odio religioso siano proprio i bambini, i quali identificano l'"agnello sacrificale". Il cristianesimo è per definizione stessa "la religione degli schiavi", di chi dovrebbe (secondo i precetti religiosi) accettare senza scampo la sua condizione, un deterrente ad ogni opposizione al potere costituito, perciò è per sua stessa natura avverso ad ogni diritto umano e naturale, avverso all'uguaglianza e colpevolizzante nei confronti degli oppressi, promuove la legge del più forte, la gerarchia, l'abuso, obbligando la vittima a sopportare ogni tipo di violenza nell'aspettativa di un premio ultraterreno dopo la morte. Colui che deve in effetti porgere l'altra guancia non è il potente, è ovvio, ma il debole, lo sfruttato, il tiranneggiato. La perversione ideologica della sofferenza eretta a valore (concetto abominevole ad ogni legge naturale), ha avuto il potere di interiorizzare l'inclinazione masochistica presso popoli interi, mediante la reazione a catena generazionale. Questo passo è stato volutamente spacciato nei secoli come un espressione benevola di chissà quale nobiltà d'animo, velato dietro il messaggio suggestionante dell'amore, ove per amore s'intende quello che l'oppresso deve dimostrare nei confronti del suo aguzzino e non viceversa, ed è il più emblematico degli ordini interiorizzati da interi popoli nell'era buia del cristianesimo, volto alla loro rassegnazione alla condizione di schiavitù.

2) "Ora, se il tuo occhio destro ti è causa di peccato, cavalo e gettalo via da te, perché è meglio per te che un tuo membro perisca, piuttosto che il tuo corpo sia gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è causa di peccato, mozzala e gettala via da te, perché è meglio per te che un tuo membro perisca, piuttosto che il tuo corpo sia gettato nella Geenna": la Geenna è una valle esistente vicino a Gerusalemme in cui si uccidevano i bambini. Geremeia (7,2) la chiamò "La valle del massacro"; l'interpretazione di questo passo estesa a tutto il contesto sociale implica la soppressione e l'uccisione di ogni membro della comunità non conforme alle norme di quest'ultima, del diverso, dello spirito libero e, il primo "diverso" in ambito famigliare e sociale, il quale avrebbe l'energia e la potenzialità di destabilizzare l'ordine costituito è, appunto, il figlio.

3)"Se non vi farete piccoli come questi pargoli, non entrerete nel Regno dei cieli": ora, generalmente questo messaggio è recepito dalla gente comune attraverso la sua interpretazione eufemistica della valorizzazione dell'innocenza e purezza infantile; il significato autentico però si riduce a questo: non evolverai le tue potenzialità individuali, non percorrerai il tuo cammino, non diventerai un individuo adulto e consapevole, ma rimarrai per tutto il corso della tua vita incosciente, ingenuo e bisognoso di guida, sarai simile ai bambini più piccoli e quindi un soggetto perfetto per il gregge sociale. Dunque questo suggestivo passo non ha nulla a che vedere con la valorizzazione del bambino, bensì con la svalutazione e la castrazione dell'adulto.

4)"Onora il padre e la madre": onorare il padre e la madre significa sottomettersi alle tradizioni e convenzioni sociali, rinunciando al loro superamento e all'emancipazione della coscienza individuale.

5)"Chi ama il padre e la madre più di me non è degno di me, chi ama il figlio e la figlia più di me non è degno di me": questo non contraddice pertanto ciò che è affermato nel precedente verso, poichè ogni forma affettiva all'interno del nucleo famigliare dev'essere annullata, in favore dell'inviolabilità del dogma che deve avere la precedenza come un ordine assoluto. Colui che segue ed è praticante di quest'aberrante dottrina è capace di ogni azione criminosa nei confronti di coloro che non si attengono alle regole dogmatiche, finanche l'assassinio, poichè è convinto di ubbidire a una volontà superiore. In psichiatria si chiama "delirio di onnipotenza". Quindi mediante questi precetti si instaura un meccanismo di controllo e sospetto che pone le sue radici principalmente nella famiglia, per poi essere esteso a livello sociale. Quello che succedeva da noi prima della Rivoluzione Francese, per esempio, succede oggi nei paesi islamici dove gli stessi genitori denunciano i figli irrispettosi delle regole religiose pur sapendo che verranno uccisi, o gli stessi parenti e affini.

6)"Io non sono venuto a portare la pace ma la spada, sono venuto a mettere il padre contro il figlio, il fratello contro la sorella, ecc...": questo passo espone perfettamente quel meccanismo di controllo sociale attivato attraverso il sospetto, la paura, la violenza e mediante il quale la società gerarchica può sopravvivere. La spada divide e mette l'uno contro l'altro uccidendo gli affetti a vantaggio del controllo delle gerarchie sociali e religiose.

7)“Servi siate sottomessi con ogni rispetto ai vostri padroni, non solo a quelli che sono buoni o ragionevoli, ma anche a quelli di carattere intrattabile, poiché piace a dio che si sopportino afflizioni per riguardo verso di lui, quando si soffre ingiustamente. Infatti che gloria vi è nel sopportare di essere battuti, quando si ha mancato? Ma se voi, pur avendo agito rettamente, sopportate sofferenze, questo è gradito davanti a dio. Anzi è appunto a questo che voi siete stati chiamati, perchè Cristo pure ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio affinché ne seguiate le orme.” (I Pietro 2, 18-21) Penso che questo passo non abbia bisogno di interpretazioni su come il cristianesimo e il monoteismo siano i principali fondamenti ideologici della schiavitù e possano sopravvivere solo in seno a società totalitarie e assolutistiche.

8)"Beati i poveri di spirito": questo è certamente uno dei più rappresentativi passi che denotano la principale natura e la regressione antropologica del culto cristiano: il povero di spirito è colui le cui radici sono state recise mediante un processo di desertificazione interiore e individuale protratto per tutto il corso di una vita. La gente comune e l'uomo della strada sono abituati a considerare la religione cristiana (più generalmente le tre religioni monoteistiche) come l'espressione di un bisogno spirituale. Non c'è niente di più opposto allo spirito di un culto basato sul dogma, sulla rinuncia alla propria volontà, sull'annullamento individuale e sull'obbedienza cieca, la quale corrisponde alle tenebre della coscienza. Lo spirito è legato all'intelligenza, all'evoluzione e, soprattutto, è arricchito dalla conoscenza (tre elementi in contrasto con il culto cristiano); perciò le tre religioni monoteistiche odierne (ebraica, mussulmana, cristiana) hanno come fondamento la desertificazione spirituale, la stagnazione sociale (tradizione) e la regressione dell'intera specie ad uno stadio brutale e disumano.

9)"CONVERSIONE"= appunto, regressione alla bestialità, allo stato antecedente la nascita della coscienza umana (rappresentata dal frutto proibito).

IL POTERE INIBITORIO DELLE VIRTU' TEOLOGALI.

FEDE: la Fede è legata all'automatismo dell'obbedienza cieca, perciò implica tutto ciò che si oppone alla ragione, alla logica, al libero pensiero e allo spirito, è una morte in vita, l'ultimo stadio del sonno della ragione e delle tenebre della coscienza, genera deliri di onnipotenza dovuti alla cieca convinzione di agire secondo la volontà di un essere ultraterreno e assoluto. In psichiatria viene chiamata "alienazione".

SPERANZA: la Speranza delega alla volontà altrui il raggiungimento della condizione desiderata, inibisce l'azione, la ribellione, riduce la vita ad una vana attesa di giustizia che non può essere raggiunta senza l'insurrezione.

CARITA': "la Carità è quello che rimane quando non c'è nè bontà nè giustizia"(Josè Saramango). La carità è il misero surrogato della dignità, del diritto, del rispetto e della reciprocità, è usata dalla religione per tenere i popoli in stato di bisogno e di soggezione.


CANNIBALISMO, SADISMO, NECROFILIA: SIGNIFICATI RITUALI E ICONOGRAFICI DI UN CULTO BARBARO E FEROCE.


Fatte queste premesse, quali sono dunque le conseguenze perverse e degenerative di un culto basato sull'uccisione del proprio figlio nella specie umana? E qual'è la chiave di lettura dei suoi rituali?

EUCARISTIA: il significato del rituale eucaristico mi pare evidente non sia altro che l'idealizzazione e la riduzione simbolica del concreto rituale cannibalesco presente in svariate culture ormai quasi scomparse (vedi le popolazioni della Nuova Guinea, alcune tribù haitiane, africane, ecc...), l'idea di appropriarsi delle qualità valorose del nemico ucciso o di un membro della propria comunità cibandosi del suo corpo, pone le sue radici in tempi remotissimi. Nel caso del cristianesimo si mangia la carne e si beve il sangue del bambino ucciso sulla croce per redimere le cattive coscienze e assicurare l'immutabilità sociale, in quanto proprio nel bambino iniziano a svilupparsi i pericolosi semi dell'intelligenza, del pensiero e dell'autodeterminazione individuale, che portano alla successiva emancipazione. Nel caso delle popolazioni sopracitate la vittima era un proprio pari, un guerriero nemico e un avversario valoroso; per quel che riguarda il cristianesimo, invece, assistiamo al più turpe e vile delitto che vede protagonista il membro più indifeso della famiglia: L'AGNELLO DI DIO, ovvero IL BAMBINO, il figlio.

BATTESIMO: con il rituale illegittimo e anticostituzionale del battesimo, si compie la prima più grande violenza nei confronti della prole, negando, seppur simbolicamente, all'individuo ancora incapace d'intendere la possibilità di scegliere in futuro il suo destino, suggellando su di lui con un atto di assoluta arroganza da parte di coloro che lo hanno messo al mondo, un destino di colpe, di indottrinamento, di oppressione, l'arroganza di chi è cresciuto a sua volta in quell'abominio e non concepisce il figlio come un essere autonomo e portatore di diritti costituzionali e individuali, ma come una proprietà sua, delle sue convinzioni e della setta di cui fa parte.

NECROFILIA E SADISMO sono le ovvie conseguenze del vivere contro natura che ha caratterizzato l'era cristiana, del capovolgimento delle leggi universali che regolano la vita, del rifiuto della vita stessa e della morte conseguente di ogni sentimento umano e libera coscienza. Il sadismo cristiano trova espressione nelle opere d'arte dal medioevo in poi, la morbosità nella ricerca della sofferenza elevata a valore, i paesaggi morti, l'inconcepibile promiscuità che si riscontra nelle opere rinascimentali tra sottocultura cristiana della morte e riscoperta dei valori della conoscenza, della natura e dello studio del mondo classico. La necrofilia come perversa e malata inclinazione nel provare piacere alla vista di un cadavere straziato pendente da una croce, che inconsciamente viene identificato con il proprio stesso figlio. La malattia mentale che ha pervaso interi popoli, milioni di individui.

COSCIENZA LAICA E INCOSCIENZA RELIGIOSA. I MOSTRI SOCIALI DELLA RELIGIONE. IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA E IL CRIMINE COME OVVIO RISULTATO DELL'IDEOLOGIA ASSOLUTISTICA.

Noi tutti sappiamo di come il monoteismo si sia servito, per la stesura dei propri testi sacri spuri, dei miti e dei simboli della cultura e della saggezza cosiddetta "pagana" (termine peraltro spregiativo), per potersi confondere ed essere accettato da altri popoli.  Ma non entreremo nei dettagli di un discorso che implicherebbe un articolo a parte, bensì faremo una breve analisi della divergenza fra coscienza laica e incoscienza religiosa. La gente comune, nell'ingenuità delle sue conclusioni, è abituata a concepire i valori religiosi come qualcosa di inerente alla pace sociale, al buon senso comune, alla rispettosità e al buon inserimento dell'individuo nel tessuto civile, appunto perchè anche le cose più aberranti, sotto la patina dell'abitudine, finiscono per non essere più viste e prese in considerazione dal senso critico. Tutto ciò che è inerente alla religione è diametralmente opposto alla convivenza sociale e al rispetto del prossimo: la convinzione di essere portatori di verità assolute, i dogmi, l'assolutismo...sono le caratteristiche da cui nasce il patologico delirio di onnipotenza e la violenza cieca di chi segue ideologie totalitarie. La malattia mentale è inevitabile. L'individuo religioso non possiede coscienza o volontà, è un automa, un vuoto a perdere, un disumanizzato e delega la responsabilità delle proprie azioni a precetti e ordini prestabiliti e preconfezionati, derivati da convinzioni indiscutibili e dogmatiche; i suoi deliri e i suoi crimini possono raggiungere punte di efferatezza terrificanti, in quanto convinto di agire per volontà superiore e non soggetto quindi al giudizio della propria coscienza. Vediamo infatti come sono stati incaricati proprio gli istituti religiosi cristiani del genocidio dei bambini nativi canadesi e di molti altri popoli indigeni nel mondo, proprio perchè l'imperialismo si è sempre servito dei mostri sociali convogliati dalla religione per i lavori più "sporchi" e inconfessabili.
La coscienza è per sua stessa essenza laica, poichè consiste nella naturale responsabilizzazione individuale ottenuta mediante il libero pensiero, la libera esperienza, la conoscenza del mondo e non delega ad altri la propria volontà, ma risponde delle proprie azioni.


NAZISMO, FASCISMO, MAFIA: LE MANIFESTAZIONI SECOLARI DEL CRISTIANESIMO.

Ogni regime totalitario autoritaristico è un'estensione sistematica della religione monoteistica. La mafia condivide con la chiesa tutti i suoi principi essenziali, la mentalità, le finalità sociali, a partire dai fondamenti stessi del potere religioso: omertà (vedesi l'ordine impartito dal Vaticano di occultamento dei crimini di violenza sessuale sui minori, mediante il famoso "Crimen sollicitationis" che fa ricadere ogni colpa sulla vittima); legge del più forte, mediante la sottomissione nei confronti di figli e donne; potere assoluto e indiscutibilità del capo clan, in tutto uguale a quello del Papa sui sudditi; avversione ad ogni regola di rispetto, convivenza civile, diritto; famiglia patriarcale; infine la paura, che è il principale mezzo con cui religione e mafia possono mantenere il proprio potere. Insomma: tutto. Infatti i mafiosi sono sempre ferventi cattolici, non per ipocrisia, ma per coerenza. Lo stesso dicasi per nazismo, fascismo, Ku Kux Klan. Il signor Ratzinger, che non ha mai fatto mistero della sua fede nazista a partire dalla riabilitazione dei negazionisti lefebriani e dalla sua collaborazione con la rivista neo-nazista Die Aula appena 10 anni prima di essere eletto Papa, con la ormai consueta prassi mistificatoria consistente nell'accusare gli altri delle proprie vergogne, si crede certo molto astuto nel diffondere la notizia che, secondo la sua personalissima analisi storica, il nazismo sarebbe nato dall'ateismo, manifestando la palese intenzione di istigare una guerra santa contro i non credenti, perlomeno nella piccola e fedele Italietta. Peraltro già il suo fidatissimo servo Ministro degli Esteri italiano Frattini, dalle colonne dell'Osservatore Romano, in una sua famosa dichiarazione, invita ad una nuova "Santa Alleanza" fra le religioni monoteiste per combattere il pericoloso nemico ateo (affermazioni che se fossero esternate in un Paese civile e non in Italia sarebbero suscettibili d'incriminazione).

HITLER ERA UN FERVENTE CATTOLICO: ne è testimonianza la sua ossessiva ricerca dei feticci cristiani come il Sacro Graal (da cui era ossessionato), la lancia di Longino, ecc...è stato educato in una fervente famiglia cattolica dalla quale ha ereditato crudeltà, odio e alienazione mentale (infatti era cresciuto in Austria), il suo odio antisemitico derivava dalla consapevolezza del grande tributo che gli ebrei diedero al progresso umanistico in Europa. L'estrema mostruosità del nazismo pone le sue radici proprio nell'essere caratterizzato dallo psichiatrico delirio di onnipotenza generato dalla religione. Basti pensare che le SS portavano impresso come effige sulle proprie cinture il motto "Gott mit uns" (Dio ci protegga) e quel dio era il dio cristiano. Infatti i nazisti avevano anch'essi un Concordato con il Vaticano.

QUALI SONO LE CONSEGUENZE DELLA MENTALITA' RELIGIOSA IN AMBITO SOCIALE?

Sacrificando il seme del futuro e del progresso incarnato nel figlio, la specie umana uccide sè stessa. La sopravvivenza delle religioni porterà ad un inevitabile imbarbarimento, in cui l'intera razza umana degenererà nel corpo e nell'anima e sprofonderà nel vortice dell'autodistruzione. Secoli, millenni di diffusione monoteistica non legittimano certamente la presenza di questa pericolosa degenerazione storica, nè certamente fanno di essa qualcosa dal presunto significato profondo ed ancestrale, tantomeno (e questa dev'essere la puntualizzazione più importante) essa rappresenta il tanto decantato "bisogno spirituale" dell'uomo, che può essere unito ai culti animistici, politeistici, ma non mai alle ideologie assolutistiche che sradicano l'uomo da sè stesso e dal suo legame con il cosmo. La superstizione, la mummificazione sociale, le convinzioni assolute oggi soprattutto sono in netto contrasto con ogni convivenza civile.
La religione genera oggi:
1) Odio verso ogni diversità culturale, sessuale, individuale.
2) Odio verso i deboli e gli oppressi mediante l'ideologia dell'autoritarismo.
3) Odio verso donne e bambini in quanto i soggetti deboli devono sottostare e sopportare le angherie dei forti, in famiglia e nella società.
4) Omofobia in quanto la religione teme il sesso derivante da autodeterminazione adulta e promuove l'automatismo a scopo esclusivamente riproduttivo.
5) Violenza sessuale sui minori in quanto la chiesa l'ha sempre usata come migliore mezzo di distruzione e umiliazione dell'individuo al fine di crearne un succubo sociale.
&) Odio contro gli Ebrei come popolo che diede e da tuttora il massimo contributo al progresso umanistico della civiltà; odio mascherato oggi dalle ipocrite posizioni "antisioniste" tese a delegittimare lo Stato d'Israele.

AFORISMI:

Quanto più l'uomo è religioso, tanto più crede; quanto più crede, tanto meno sa; quanto meno sa, tanto è più ignorante; quanto è più ignorante, tanto è più governabile - John Most

La conoscenza è fatta di una materia più dura di quella della fede sicché, quando si urtano, è la fede a spaccarsi - A.Schopenhauer

La nostra concezione di dio deriva dall'antico dispotismo orientale, ed è una concezione indegna di uomini liberi - Bertrand Russell

La nostra ingnoranza e' Dio, quello che conosciamo e' scienza - Robert Green Ingersoll


Per secoli in conflitto mortale e' stato portato fra uomini e donne coraggiosi di pensiero e di genio, da un lato e dall'altro lato dalle grandi masse ignoranti e religiose. Questa è la guerra fra Scienza e Fede. I pochi hanno fatto appello alla ragione, all'onore, alla legge, alla liberta' alla conoscenza ed alla felicita' qui in questo mondo. I molti hanno fatto appello al pregiudizio, alla paura, ai miracoli, alla schiavitu', allo sconosciuto, ed alle conseguenti miserie. In pochi hanno detto "Pensa" , in molti hanno detto "Credi" - Robert Green Ingersoll (Gli Dei 1872)

Se parli con Dio stai pregando. Se Dio parla con te, sei uno schizofrenico. Thomas Szasz


Non vi è eresia né filosofia tanto aborrita dalla Chiesa quanto l´essere umano - James Joyce

Un laicismo non timoroso, che sappia esercitare con coraggio la critica delle superstizioni e promuovere la libertà degli individui, senza subire restrizioni in nome di testi inattendibili o di entità soprannaturali, è ciò che manca nella cultura e nella pratica politica del nostro Paese - Carlo A.Viano


La realtà è che quando un clericale usa la parola "libertà" intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro - Gaetano Salvemini

Quello che Ratzinger condanna come relativismo non è altro che la libertà di pensiero, e quindi anche di religione. La stessa libertà che tutte le religioni e le ideologie totalitarie hanno in odio e combattono ferocemente - GCV

Alessia Birri 18 settembre 2011

E-mail: aleph1968@hotmail.it

Articoli correlati:

Quando Ratzinger collaborava con la rivista neo-nazista Die Aula:
http://umanesimo.tumblr.com/post/96646042/papa-negazionista

"L'avvenire dell'illusione vaticana", da una nota di Paolo Flores D'Arcais:
http://www.ildialogo.org/Ratzinger/Interventi_1272985398.htm

"La pedofilia e il sacro", di Maria Gabriella Gatti:
http://web.me.com/fargnoli/Senzaragione/senzaragione/Voci/2011/3/7_La_pedofilia_ed_il_sacro.html

L'influenza psicopatologica dell'insegnamento religioso:
http://www.nilalienum.it/Sezioni/Aggiornamenti/Infanzia%20e%20Adolescenza/Influenza_educazione_Religiosa.html

"Italia laboratorio sperimentale per una nuova forma di teocrazia", di Raffaele Langone:
http://www.gliitaliani.it/2010/05/italia-laboratorio-sperimentale-per-una-nuova-forma-di-teocrazia/

venerdì 29 aprile 2011

L'ASTUZIA OSCURANTISTA DI KAROL WOITJLA


Qui sopra: Woitjla colpito da un meteorite, opera dell'artista Maurizio Cattelan.

VICISSITUDINI E TATTICHE MEDIATICHE DI UN DESPOTA IN SCARPE DA TENNIS.

"La religione impedisce ai nostri figli di ricevere un'educazione razionale; la religione ci impedisce di rimuovere le cause fondamentali delle guerre; la religione ci impedisce di insegnare l'etica della collaborazione scientifica in luogo delle vecchie, aberranti dottrine di colpa e castigo. Forse l'umanità è alla soglia di un periodo aureo; ma per poterla oltrepassare sarà prima necessario trucidare il drago di guardia alla porta: questo drago è la religione."

Bertrand Russell, Perché non sono cristiano, 1929

Woitjla è riuscito a "ipnotizzare" le masse soprattutto grazie alla consueta prassi, tipica di ogni despota, di plagio e appropriazione, a fini totalitaristici, di principii laici e democratici, come i diritti dell'uomo, l'uguaglianza, la libertà...principii che sono frutto di due secoli di lotte sanguinose, che sono stati portati dall'Illuminismo prima, dal Risorgimento poi e dalla Resistenza nel più recente passato, che sono stati conquistati a duro prezzo in opposizione a gerarchie religiose e loro alleati, dunque bisogna proprio liberare la mente da ogni forma di pensiero e di riflessione per lasciarsi incantare ancora ai nostri tempi da questi stratagemmi retorici che potevano essere il pastone di analfabeti, proletari o contadini dell'800, ma che fanno cadere le braccia in un Paese moderno, tecnologicizzato, in cui non mancano spazi e possibilità d'informazione al di là di quella propinata dal regime attraverso i mass media, e che ci lasciano amaramente riflettere sull'immiserimento e la desertificazione che nel nostro Paese hanno lasciato 80 anni di Concordato e di clericalismo. In realtà Woitjla non fu nulla più di ciò che rappresenta la sua organizzazione religiosa: un diffusore di odio, di fondamentalismo, di discriminazione. Come non ricordare i suoi proclami contro gli omosessuali, il suo odio perpetuo contro i protestanti dal momento in cui istituirono il sacerdozio femminile, il suo paragonare l'aborto al genocidio nazista, la sua lotta disperata contro i diritti civili e di autodeterminazione degli individui...ma mentre chiudeva la porta al dialogo con i protestanti in seguito all'apertura di questi ultimi al sacerdozio femminile, pensò bene di confondere questa notizia lanciando un boccone al gregge con il proclama famoso alle donne "il mondo ha bisogno del vostro genio", cosicchè mentre i beceri si masticavano l'oppiacea caramella delle lodi non riflettevano su altro.

CULTO DELLA PERSONALITA' E CLAMORE MEDIATICO.

In realtà, l'unica setta religiosa al mondo dotata di uno stato, governato da una monarchia assoluta nel XXI secolo, può avere intenzioni pacifiche basate sul rispetto reciproco nei confronti della società civile, laica e democratica? Ovviamente no. Se così fosse sarebbe la negazione di sè stessa e della sua ragione d'essere, che è di natura essenzialmente aggressiva nei confronti di qualsiasi civiltà voglia attenersi al rispetto dei diritti umani, civili e individuali, nonchè al progresso della conoscenza e che, ovviamente, per sua stessa natura totalitaria, non conosce reciprocità. Fatta questa premessa saranno ovvi e risaputi gli argomenti con i quali cercheremo di esporre questo personaggio e i motivi del suo presunto carisma. Secoli di cristianesimo radicati in generazioni ci impediscono di vedere con occhio critico la reale mostruosità storica e pericolosità sociale di questa presenza; le masse da sempre sono attratte dal potere, dall'abitudine e dal clamore mediatico, è un circolo vizioso dal quale è difficile affrancarsi, perchè vi si è attirati inconsapevolmente, per convenzione. In questo caso il clamore mediatico e il culto della personalità hanno avuto un ruolo fondamentale, ed è proprio su quest'ultimo che ha fatto leva con molta furbizia Karol Woitjla che, come tutti i religiosi, non poteva che essere un malato, infelice prodotto di una superstizione basata sull'annullamento,l'autodistruzione e la cultura della sofferenza, tutte cose alle quali una mente sana non potrebbe mai essere soggetta. Ma anche lo psicopatico, l'accattone e il mostro sociale, se in costume sfarzoso e a capo di uno stato ricchissimo, diventa punto di riferimento per l'inesauribile fiume di semplici e di creduloni. L'irrequietezza di questo astuto individuo ed il costante, disperato bisogno, in 30 anni di pontificato, di attirare l'attenzione su di sè, sono indici di una sconfitta e di un tramonto che non sono certo iniziati oggi, ma saranno sempre più progressivi e inevitabili con la riscoperta della dignità dei popoli e della razionalità, nonostante si faccia uso di questa malsana idolatria per scongiurare la fine di un epoca oscura dalla quale solo oggi ci stiamo affrancando.

WOITJLA E RATZINGER: IL FURBO ORDISCE E L'IDIOTA PAGA.

Il I maggio 2011 ci sarà la beatificazione di Woitjla ( nome d'arte Giovanni Paolo II ), con la consueta colonizzazione delle ricorrenze altrui da parte del Vaticano. Come tutti i ben informati sanno, fu proprio Woitjla a instaurare la regola del silenzio e ad insabbiare tutte le informazioni sulla prassi di violenza sessuale sui minori, che non era perpetrata da soggetti deviati all'interno dell'istituzione cattolica, come la falsa informazione vorrebbe farci credere, ma costituiva, da secoli, appunto una regola irrinunciabile al fine di annullare psicologicamente le vittime e creare dei nuovi succubi sociali. Fu inoltre il maggiore sostenitore del potere mafioso e ne è conferma il suo stretto rapporto con Marcinkus, il proseguimento degli affari sporchi che questo gestiva con la mafia e l'implicazione con i crimini della banda della Magliana. Papa Luciani, suo predecessore, voleva epurare l'istituzione ecclesiastica da ingerenze mafiose ( ipotesi paradossale ), perciò nei suoi progetti c'era l'allontanamento di Marcinkus, soprannominato banchiere di dio e principale gestore degli affari sporchi con la criminalità organizzata da parte dello IOR, e sappiamo la fine che fece il "Papa del sorriso", con il consueto metodo adottato da tutte le sette o, meglio, le psicosette quando intuiscono un pericolo per i loro privilegi o vedono minacciati i deliri di onnipotenza su cui si basa il loro proselitismo e, al suo posto, fu eletto Woitjla che, oltre ad essere un reazionario ben attento a non ledere gli interessi del clero, aveva anche notevoli doti di furbizia derivanti dal suo "talento" di ex attore, quindi un esemplare perfetto per i criminosi piani del Vaticano contro la laicità e la civiltà che ancora, nel 1978, dovevano mettere radici in Europa e, soprattutto, in Italia. Doti tutt'altro che nobili, da accattone, ma condite da suadenti colonne sonore e servizi giornalistici imponenti che ne amplificarono l'effetto, doti di cui non gode certamente l'attuale Joseph Ratzinger, che rappresenta il perfetto esemplare del religioso estraniato dalla realtà, vuoto e incapace di ogni dialettica, ma che, con stoica fermezza, si prende volentieri sulle spalle colpe e crimini del predecessore, non che egli non ne fosse complice, ricordiamoci gli innumerevoli casi di abusi insabbiati da Ratzinger e il processo che egli evitò in Texas solo perchè coperto da immunità diplomatica, ma fu proprio sotto il pontificato di Woitjla che i più orrendi crimini vennero coperti per assicurarne la continuazione e l'impunità. La beffa più grande che il povero pastore tedesco dovrà subire il I maggio, dopo aver affrontato la vergogna per gli scandali della violenza sessuale sui minori, sarà proprio l'incombenza della beatificazione dell'astuto predecessore.

DOPPIEZZA E INGANNO IN PASTO ALLE MASSE E AI SEMPLICI

Quando venne eletto Papa Woitjla, erano trascorsi appena 10 anni dal 1968, nonostante il progresso scientifico e la diffusione dei media l'Italia era ancora pervasa da una pesante cappa di superstizione, oscurantismo, analfabetismo e generazioni, che allora erano ancora giovani, grette e cresciute nell'arretratezza e nel buio della ragione, ovvio che su questo terreno fertile per la religione, sarebbe bastato poco al polacco per conquistare la simpatia delle masse, masse di individui privi di coscienza di sè, di generazioni zotiche e vuote. Questo fu il terreno in cui attecchì il circolo vizioso di questa malsana idolatria di un monarca assoluto la cui unica preoccupazione fu la diffusione del fondamentalismo, della discriminazione, della superstizione...ma lo faceva con le scarpe da tennis, lo faceva mentre baciava i bambini ( cosa comune a tutti i dittatori ), e mentre andava a sciare non facendosi mancare nulla dei comfort e degli svaghi dei comuni mortali, tutte cose che bastarono ad affascinare le masse dei semplici, del gregge.

WOITJLA AMMONIVA I MAFIOSI DURANTE LA SUA VISITA IN SICILIA MENTRE IL VATICANO SI ARRICCHIVA CON GLI AFFARI SPORCHI DELLO IOR CON LA MAFIA STESSA.

Ecco come ci si difende dal sospetto o, meglio, dall'evidenza: ci si scaglia più contro qualcosa quanto più in questa cosa si è implicati. "Pentitevi, un giorno verrà il giudizio di dio!", queste furono le parole che Woitjla tuonò contro la mafia dalla collina di Agrigento nel 1993, mentre lavandaie e ingenui beceri piangevano lacrime di commozione e lo stesso Woitjla a stento si tratteneva dal ridere sommessamente, visti i grossi affari che la banca vaticana dello IOR faceva con la criminalità organizzata, soprattutto per finanziare, negli anni '80, il sindacato clericale di Solidarnosc, pronto a creare in Polonia un avamposto della teocrazia vaticana.

WOITJLA AVVERSARIO DEI REGIMI COMUNISTI E ALLEATO DELLE DITTATURE FASCISTE SUDAMERICANE, SANTIFICATORE DEI PRETI TORTURATORI DEL REGIME FRANCHISTA SPAGNOLO E PERSECUTORE DELLA DEMOCRAZIA.

La sopravvalutazione mediatica di questo individuo ha fatto sì che gli venisse attribuito addirittura il merito del crollo dei regimi comunisti dell'est Europa, regimi che già erano logori da tempo, soprattutto perchè subentrati, dopo la II guerra mondiale, a società che ancora non erano pronte e non avevano seguito un percorso evolutivo verso questo radicale cambiamento. Inoltre la crisi economica, l'enorme dispiego di energie e di risorse destinate agli armamenti durante la guerra fredda furono letali e portarono alla rivolta e al disfacimento. Ma, come vogliono tutte le favole metropolitane da dare in pasto ai creduloni, fu il super-eroe Giovanni Paolo II a dare la spallata finale al comunismo, appoggiato ovviamente dal suo fedele alleato immaginario che vive in cielo assieme a cherubini, fantasmi di personaggi biblici e madonne dal manto svolazzante. Regimi dittatoriali e criminalità mafiosa sono l'unico humus in cui il cattolicesimo può sopravvivere, perchè rappresentano l'estensione sociale dell'oscurantismo religioso e dell'autoritarismo gerarchico clericale, e i regimi comunisti costituivano un anomalia insopportabile per il clero, non potendo essere alleati della madre di tutte le dittature: la monarchia assoluta e la teocrazia vaticana. Infatti Woitjla fu grande alleato, nonchè amico inseparabile, di Augusto Pinochet, il sanguinario dittatore cileno colpevole, con l'avvallo del Vaticano, di torture, uccisioni e stragi nel suo paese; il furbo parassita in abito bianco benedisse la sua famiglia, fu sempre ospite d'onore ai suoi ricevimenti, mentre non spese nemmeno una parola per le vittime del regime, ed era ovvio, essendo clero e fascismo legati indissolubilmente da continuità ideologica e condividendo entrambi gli stessi fini sociali totalitari e criminali. Ma il più grande oltraggio all'umanità intera, il Papa demolitore dei regimi comunisti lo fece con la santificazione dei preti torturatori spagnoli al seguito del regime di Francisco Franco, che si macchiarono di crimini inenarrabili durante la guerra civile spagnola e avevano in progetto la restaurazione dei forni collettivi dove venivano bruciati gli eretici ai tempi dell'inquisizione, progetto che, se l'odiata modernità non gliel'avesse impedito, sarebbe stato ben felice di portare a termine il beato Giovanni Paolo II.

WOITJLA BEATIFICA IL CARDINALE GENOCIDA ALOYSIUS STEPINAC, CHE BENEDISSE E PARTECIPO' ALLO STERMINIO DEI SERBI ORTODOSSI IN CROAZIA.

Aloysius Stepinac, cardinale sostenitore di Ante Pavelic che guidava un governo fantoccio dell'Asse nella repubblica indipendente croata dal 1941, perpetrando massacri e stragi inaudite contro i serbi ortodossi che non volevano convertirsi al cattolicesimo, con la benedizione di PIo XII, fu beatificato da Woitjla nel 1998. L'alleanza tra nazismo e Vaticano contro i non-cattolici si concretizzò in episodi di ferocia inaudita. L'unico modo per salvarsi da un atroce destino era la conversione al cattolicesimo. «Se passerete alla chiesa cattolica» - prometteva il vescovo Aksamovic di Djakovo - «sarete lasciati in pace nelle vostre case». Infatti vennero massacrati più di 180.000 fra ortodossi ed ebrei, con l'appoggio del Vaticano. Il giorno seguente la dichiarazione del vescovo Aksamovic vennero uccisi più di 100.000 ortodossi fra donne uomini e bambini. Testimonianza dell'epoca "La chiesa di Glina venne trasformata in un mattatoio: il bagno di sangue durava dalle dieci di sera alle quattro del mattino, e andò avanti per otto giorni. Le uniformi dei macellai dovettero essere cambiate, perché intrise di sangue. In seguito vennero ritrovati bambini infilzati negli spiedi, con le membra ancora contratte negli spasmi della sofferenza".

WOITJLA BEATIFICA PIO IX, IL PAPA CHE NEL 1859 ORDINO' LE STRAGI DI UOMINI DONNE E BAMBINI NELLA CITTA' RIBELLE DI PERUGIA CHE VOLEVA L'INDIPENDENZA DAL VATICANO.

Pio IX fu il più acerrimo nemico dell'unità d'Italia, del Risorgimento e della modernità, fu mandante di stragi come quella che vide protagonista la città di Perugia nel 1859, la quale si voleva separare dal Vaticano, e che fu perciò punita con stragi di uomini, donne e bambini. Pio IX, descritto dal Carducci come ”chierico sanguinante ed imbelle re”, fece ghigliottinare in piazza del Popolo i giovani Monti e Tognetti ( di 20 anni ) colpevoli dell’assalto alla caserma pontificia degli zuavi. Era talmente odiato dal popolo per le sue atrocità che venne soprannominato "Papa porco"e venne accompagnato da tumulti e sputi durante il tragitto del suo funerale. E, ovviamente, la zotica italietta dei laici credenti e devoti, il I°maggio 2011 si farà carico delle spese per la beatificazione del suo degno successore, Woitjla, santificatore di criminali e torturatori della sua organizzazione.

WOITJLA CORRESPONSPONSABILE DELLA DIFFUSIONE DELL'AIDS IN AFRICA.

Mediante la sua opera reazionaria inoltre il beato Woitjla si oppose alla distribuzione dei preservativi in Africa, attraverso l'opera della chiesa cattolica che si prodigò affinchè la prevenzione venisse ostacolata, promuovendo la sottocultura cristiana della sofferenza come valore e del sesso concepito nella brutalità unicamente funzionale alla riproduzione. Milioni di bambini africani malati e denutriti macchiano la coscienza nera di questo individuo e ora quella del suo successore, per quanto sia incapace d'intendimento.

L'OSCENA ESPOSIZIONE MEDIATICA DELLA MALATTIA E DELLA SOFFERENZA ERETTE A VALORE.

La cultura della sofferenza come valore a cui non ci si può opporre è il più efficace strumento che il cristianesimo ha usato nei secoli per la schiavizzazione dei popoli e degli individui, una sottocultura nata dai malati che creano altri malati, dagli schiavi che creano altri schiavi, un circolo vizioso dal quale ci si può affrancare solo attraverso le generazioni. La sofferenza eretta a valore sacro, fulcro e fondamento del cristianesimo, induce i popoli e gli individui a sopportare ogni tipo di sopruso e umiliazione, a non ribellarsi a qualsiasi forma di totalitarismo e sottomissione, costituisce un affronto e una bestemmia contro qualsiasi dignità umana tanto sbandierata da Woitjla ai fini della sua propaganda. Lo spettacolo osceno, patetico e contro natura del pubblico disfacimento delle facoltà fisiche e psichiche di un individuo ( Woitjla ) durante la malattia che lo portò alla morte, è indice non solo della diffusione della sottocultura qui sopra descritta, ma anche della disperazione, dell'odio, del tentativo di opporsi con ogni mezzo al risveglio della ragione nel mondo, dell'insaziabile bisogno di attirare l'attenzione e di coinvolgere le masse con ogni mezzo. Dopo la sconfitta cocente del rifiuto dell'Europa di accettare le radici cristiane nella sua costituzione ( e ci sarebbe mancato altro ), dopo l'umiliazione del rifiuto del premio nobel per la pace per cui era in lista Giovanni Paolo II nel 2003, dopo l'isolamento dalle altre congreghe protestanti, anglicane e ortodosse, ci si aggrappò all'unico scivoloso specchio per evitare l'eclissi e l'inevitabile tramonto: la spettacolarizzazione della sofferenza e della malattia del pontefice stesso, l'unico patetico, mostruoso e miserabile mezzo per non cadere nell'oblio, il sonno definitivo della ragione e della dignità, spettacolarizzazione sadica che è intrinseca alla storia del cristianesimo e a tutte le sue manifestazioni artistiche e letterarie, che mette a nudo quelle che sono le due perversioni fondamentali alla radice di questo culto: il sadismo e la necrofilia. Così come l'assuefazione, l'abitudine e la convenzione ci impediscono di trasalire davanti ai crocifissi e agli aberranti e barbari rituali di questo culto, provando il sentimento più naturale e spontaneo che ne dovrebbe scaturire: l'orrore.

"La sofferenza è un mezzo con il quale gli uomini acquistano saggezza, non una guida secondo la quale vivere".

Robert Kennedy


Alessia Birri, 29 aprile 2011

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lunedì 21 marzo 2011

"FRIENDS", di Marcello Usai


Pubblico con grande entusiasmo il testo di una bellissima canzone del mio amico Marcello Usai.

TESTO:
i hate you
i don't love you
i hate you my friend
my happy false friend.
Long time ago I had a nice friend,
but treacherous
I trusted of him but
i was disappointed
for this i turned he away from me.
it was better for me.
forget he was easy but
i suffered for his bad actions.
you are nothing for me.
you suck
my stupid ex friend.
some time ago i was a strange lonely boy.
it was a difficult period,
i didn't want talk to anyone,
i wanted to punish me for sins that
i didn't could understand
and now I know that it aren’t my sins
or aren't any sins
and you were the only one that listened me
and could understand me.
you are very important for me.
You hugged me,
You told me,
You Took my hand,
you helped me to grow,
you briged peace inside me
And Now
you are my best friend,
forever.
i love you
i don't hate you
i love you my friend
my special rock friend.
my friend i will give you a kiss on the cheek
when we meet again.

TRADUZIONE:
Io ti odio
non ti amo
Ti odio amico mio
felice falso amico mio.
tanto tempo fa avevo un amico simpatico,
ma traditore
Mi sono fidato di lui, ma
mi ha deluso
per questo l'ho allontanato da me.
è stato meglio per me.
dimenticarlo è stato facile ma
ho sofferto per le sue cattive azioni.
tu non sei niente per me.
fai schifo
mio stupido ex amico.
Qualche tempo fa ero un ragazzo strano e solitario.
Era un periodo difficile,
Non volevo parlare con nessuno,
Volevo punirmi per colpe che
non riuscivo a capire
e ora so che non erano mie
o non erano colpe
e tu eri l'unico che mi ha ascoltato
e riusciva a capirmi.
sei molto importante per me.
mi hai abbracciato,
mi hai parlato,
hai preso la mia mano,
mi hai aiutato a crescere,
hai portato pace dentro di me
e ora
tu sei il mio migliore amico,
per sempre.
io ti amo
non ti odio
Ti amo amico mio
rock speciale amico mio.
amico mio ti daro un bacio sulla guancia
quando ci incontriamo di nuovo.

Marcello Usai

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venerdì 4 marzo 2011

RETORICA CATTO-FASCISTA CONTRO LA DEMOCRAZIA


NON MORIRANNO FACILMENTE, NON SE NE ANDRANNO SENZA LASCIARE STRASCICHI, NONOSTANTE LA LORO FINE SIA INEVITABILE. L'AGONIA DEL CATTOLICESIMO VEDE L'ITALIA PROTAGONISTA E VITTIMA DI QUESTO SQUALLIDO SCENARIO.

Il regno delle tenebre
"C'è una scienza che ha per oggetto solamente cose incomprensibili. Al contrario di tutte le altre scienze, essa non si occupa che di ciò che non può essere percepito dai sensi. Hobbes la chiama «il regno delle tenebre». È un regno in cui tutto dipende da leggi opposte a quelle che gli uomini sono in grado di conoscere nel mondo che abitano. In questa strana regione, la luce non è altro che buio; l'evidente diviene dubbio o falso; l'impossibile diviene credibile; la ragione è una guida infedele, e il buon senso si trasforma in delirio. Questa scienza si chiama teologia, e questa teologia è un insulto continuo alla ragione umana."

( Paul Henry Thiry d'Holbach - Il buon senso).

IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI

Bene, fatta questa premessa e partendo da questa riflessione non sarà difficile guardarci intorno ed avere un sussulto di coscienza che ci permetta di vedere, con occhi non assuefatti dall'abitudine, questo regno di follìa che sta lentamente isolando il nostro Paese, ponendolo contro corrente rispetto a tutte le democrazie occidentali. Questo articolo vuole mettere in evidenza il puerile e poco ingannevole vaneggiamento della retorica cattolica, finalizzato ad un disperato tentativo di prolungare, oltre ogni limite ragionevole, la durata di privilegi assurdi e medievali di uno stato teocratico sul territorio italiano, e finalizzato, ovviamente, alla diffusione della superstizione, del pregiudizio e dell'oscurantismo. Ne sono conferma i recenti e feroci attacchi di Berlusconi alla scuola pubblica, che è presidio della laicità, della Costituzione e del libero pensiero. Gli invasati di quel regno oscuro di follìa e di morte oggi, in Italia, non sono certo rinchiusi in qualche clinica psichiatrica (come direbbe Freud, che definì la religione "isteria collettiva"), non sono certo gruppuscoli isolati in qualche congrega di esaltati dalla quale la società si mette in guardia, niente affatto: sono seduti in Parlamento, in Senato, sono a capo di tutti i partiti politici, di destra e di sinistra, si trovano in tutti i settori della vita pubblica, ovunque, in un parossismo senza precedenti e senza uguali in nessun Paese democratico. Com'è potuto succedere questo? Negli anni '90 la teocrazia vaticana già sentiva il fiato dell'Europa sul collo, dell'immigrazione, del confronto con altre culture e con gli stati molto più civilmente progrediti del nord. Potevamo immaginare che non si dessero da fare? Potevamo immaginare che i fascisti non cavalcassero l'onda del crollo del comunismo, con il muro di Berlino, per ricostituire incostituzionalmente il loro partito? E che non si alleassero, come sempre hanno fatto tutte le dittature, con le gerarchie vaticane approfittandosi del vuoto ideologico creatosi dopo la caduta del comunismo, così da poter avere campo libero da ogni opposizione?

BERLUSCONI NON E' NULLA IN SE', MA SOLO UN MALATO PSICHICO LE CUI MANIE D'ONNIPOTENZA SONO STATE SAPIENTEMENTE INCANALATE DAL CLERO PER I PROPRI FINI.

Tutti i dittatori sono generalmente dei deboli, dei fantocci che ovviamente vengono manovrati e indirizzati da altri, così come, per esempio, anche le ex dittature sudamericane furono instaurate dall'imperialismo nord americano (ricordiamo il sanguinario Pinochet, grande amico del beato Woitjla); fantocci al servizio di poteri economici o lobby religiose. Il dittatore Berlusconi è un debole il cui bisogno di dominare gli altri per affrancarsi dal proprio complesso d'inferiorità viene sfruttato e strumentalizzato dalla congrega cattolica. Come sempre, come nel caso del santo di Pietralcina, malati di mente e alienati vengono fatti ballare per il facile carisma che deriva dalle loro manìe e dalla loro patologìa. La lobby cattolica, avvalendosi soprattutto dei privilegi del Concordato, dagli anni '90 ad oggi, cioè da quando il partito di Forza Italia è stato fondato, ha intrapreso un grande progetto di diffusione dei suoi esponenti, che si sono praticamente dati alla macchia in ogni partito politico, soprattutto nella sinistra, nell'intento di non lasciare alcuno spazio di manovra ai rappresentanti della laicità e del progresso civile. Quindi non più un partito cattolico (la ex DC), ma tutti i partiti ormai sono genuflessi alle gerarchie di uno stato dittatoriale ed assolutistico, fondato non su ideologie politiche e sociali, ma su una superstizione delirante.

"La religione è un’illusione, dove il credente smarrisce il senso della realtà a vantaggio di fantasie psichiche, che diventano delirio collettivo nell’acquiescenza del gruppo." (Freud) In Psicologia delle masse ed analisi dell’Io (1921), Freud parla di annullamento della personalità cosciente e di rapimento ipnoide degli individui, che pensano per immagini prive di riscontro empirico.

QUALI SONO GLI ARGOMENTI ADDOTTATI PIU' FREQUENTEMENTE DALLE GERARCHIE VATICANE E DAGLI ASSERVITI POLITICI ITALIANI PER GIUSTIFICARE L'ISTITUZIONALIZZAZIONE DELLA SUPERSTIZIONE?

Il primo e più inaccettabile per ogni mente raziocinante e con un briciolo di cultura, è quello secondo cui la civiltà europea sarebbe nata con e dal cristianesimo, volendo addirittura includere le radici cristiane nella costituzione europea (progetto che ovviamente non andò in porto). Allora, la mente raziocinante si può con ovvi argomenti opporre a queste balordaggini, con dei semplici appunti storici:

Punto primo: la civiltà europea è nata proprio in contrapposizione ai secoli bui e barbari che hanno seguito l'imposizione del cristianesimo, cioè con la rinascita che ha permesso la riscoperta dei valori e delle conquiste della civiltà classica, della scienza, dell'anatomia, dell'arte e della razionalità, tutte cose che da secoli furono dimenticate e sepolte con l'avvento del cristianesimo e della superstizione.

Punto secondo: l'esistenza stessa del potere Vaticano non avrebbe potuto avere legittimazioni storiche ed è nata da una truffa, cioè da un finto lascito di Costantino, architettato da Papa Stefano II, documento falso che si volle scritto intorno al 313 d.C., secondo il quale egli avrebbe ceduto l'Impero d'Occidente nelle mani del clero, un caso unico al mondo e un incidente storico dalle conseguenze devastanti, che si protrassero per secoli e secoli, desertificando l'occidente da ogni forma di cultura, di pensiero, d'arte, di civiltà. Quindi uno stato sciacallo e storicamente illegittimo che non dovrebbe esistere, così come il cristianesimo stesso è una grave malattia dell'anima (come disse l'imperatore Giuliano), una malattia dell'anima istituzionalizzata. L'impero Vaticano è stato legittimato quindi prima da una truffa, e si è dovuto aspettare il 1870, con la presa di Porta Pia, per liberare il Paese da un incubo storico; poi è stato ricostituito come vero e proprio stato da una dittatura con i patti lateranensi firmati da Mussolini nel 1929. In sostanza: il cattolicesimo è una malattia storica che è riuscita a sopravvivere fino a noi grazie a una serie di tragiche fatalità, insinuandosi attraverso le debolezze umane e sociali e le crepe della storia.

« Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre,
non la tua conversion, ma quella dote
che da te prese il primo ricco patre! »

(Inferno XIX, 115-117)

Punto terzo: soprattutto il concetto di Democrazia, che sta alla base di ogni società progredita, è nato nell'antica Grecia; il concetto stesso di "classicità" è letteralmente contrapposto a tutto ciò che vi è di cristiano e perciò di barbaro e oscurantistico, che ha caratterizzato appunto i secoli bui del medioevo e il relativo sonno della ragione. La classicità è la ragione e la conoscenza in armonia con la natura, cosa simmetricamente opposta al cristianesimo, che è contro natura, contro la ragione e basato sull'alienazione mentale di interi popoli, indotti a credere all'assurdo e a rinuciare alla propria dignità.

Punto quarto: il cristianesimo può sopravvivere solo al buio della coscienza, essendone l'antitesi, nel ripudio della scienza, dell'emancipazione umana e del puro e semplice buon senso, come si può ben appurare dalla storia, a meno che non si voglia essere ipocriti e assurdi.

Punto quinto: Umanesimo, Rinascimento, Illuminismo, Risorgimento, Democrazia...tutte queste belle cose di cui oggi possiamo godere i frutti, sono nate in contrapposizione all'ideologia assolutistica del cristianesimo. Ma, come da strategia, i cattolici oggi vogliono confondersi, mascherarsi e coronarsi di tutto ciò che ormai non possono più criticare per universale consenso, e che è stato conquistato ed ottenuto a caro prezzo nella storia contro la barbarie del cristianesimo, perciò si appellano alle conquiste dell'Umanesimo, celebrano l'unità d'Italia, elogiano la democrazia come se avessero qualcosa in comune con tuttO ciò, e nello stesso momento in cui elogiano complottano per distruggere.

LA TATTICA CATTOLICA DEL CAPOVOLGIMENTO DELLA REALTA': ACCUSARE L'AVVERSARIO DELLE PROPRIE INIQUE INTENZIONI E NASCONDERSI NELLO STESSO TEMPO DIETRO I SUOI PRINCIPII LAICI.

Ogni dittatore si presenta come liberatore, ed attribuisce ai suoi avversari quelle che sono le sue intenzioni, arrogandosi le caratteristiche di ciò che vorrebbe demolire: vuole instaurare la dittatura e l'assolutismo religioso? Allora dalla sua bocca non sentirete uscire che elogi alla Democrazia e alla libertà. Vuole ridurre un intero popolo a un gregge ubbidiente e omologato? Allora si presenterà come garante della centralità della persona umana. Ora, ci troviamo a dover affrontare un male che la storia ci ha lasciato in eredità, ci troviamo a dover fare i conti con un regime di gerarchi religiosi ed una monarchia assoluta che, in questi ultimi vent'anni, ha letteralmente devastato il nostro Paese, culturalmente, finanziariamente, civilmente fino a condizionare la vita e il futuro di ogni cittadino, un regime teocratico di cui Berlusconi rappresenta solo lo strumento e che non ha nulla, ma proprio nulla a che vedere con la nostra civiltà, un corpo estraneo, una metastasi. Ecco alcuni esempi di come la propria maschera viene posta sul volto dell'avversario:

1) abbiamo sentito definire "bieco" l'Illuminismo, salvo poi sentire Ratzinger proclamare e fare propri i principi della Rivoluzione Francese, pronunciando le parole "libertà, uguaglianza, fraternità" davanti ai quattro gatti che ancora lo seguono sotto le finestre di S.Pietro, come se l'Uguaglianza e la libertà avessero qualcosa da spartire con i dogmi e con una monarchia assoluta.

2) Abbiamo sentito i cattolici onnipresenti in tutti i salotti televisivi, attribuirsi il merito dell'emancipazione femminile, e addirittura dell'affermazione della dignità del bambino, nella solita tattica di confondere, capovolgere, camuffarsi con l'abito di ciò che si vuole distruggere appropriandosi di principii laici ormai indiscutibili; e queste esilaranti affermazioni, che non hanno bisogno di essere commentate, le abbiamo sentite anche da Nichi Vendola, noto da ogni mente libera per essere un invasato religioso e cavallo di Troia del clero, come la maggior parte dei politici italiani.

3) I cattolici vorrebbero avere la libertà di perseguitare e offendere le diverse identità sessuali, culturali e la dignità dei cittadini di avere una volontà libera, come per esempio sul fine-vita, sulle coppie di fatto, sul diritto di mandare i figli in una scuola laica e rispettosa del libero sviluppo della loro coscienza, per poi lamentarsi di essere discriminati e offesi se non sono lasciati liberi di discriminare e offendere, secondo una concezione del mondo e della vita malata e paranoica, che è una negazione del mondo e della vita stessa, opposta ad ogni dignità, rispetto e logica. La società malata, parassitaria, inutile e dedita alla superstizione, detta legge alla società sana, laboriosa e utile.

4) Fra le affermazioni più ridondanti e subdole dei cattolici, non possiamo dimenticare quella secondo la quale si proclamano promotori della dignità della persona e della sua centralità: concetti che stridono pronunciati da chi concepisce gli esseri umani come un gregge di pecore omologate e pronte al patibolo, prive di ogni volontà individuale ed inerti di fronte alle direttive di un vecchio monarca assoluto che asserisce di essere l'intermediario del dio dell'universo.

5) Ma la ciliegina sulla torta di tutti questi deliri viene proprio dalle recenti affermazioni di Ratzinger circa la violenza sessuale sui minori perpetrata dal clero, secondo cui sarebbe frutto della cultura sessantottina e della liberazione sessuale. A questo punto la mente sana e raziocinante non può non interrogarsi su come fossero trattati e considerati i bambini prima del'68, e su come proprio dal '68 cominciarono ad avere dei diritti come individui, sempre in contrasto e lotta con il nemico comune di ogni essere umano: il cristianesimo, che concepisce il bambino come un agnello sacrificale e impone la legge del più forte, cioè la sottomissione femminile e la violenza sui minori come strumento di coercizione.

6) Parliamo ora della famosa "dittatura del relativismo" tanto ripetuta dal pastore tedesco in modo addirittura ossessivo: la parola stessa "relativismo" indica l'opposto dell'assolutismo e del dispotismo religioso; "relativismo" significa libertà di coscienza e libertà individuale, in opposizione alle intenzioni delle gerarchie cattoliche d'imporre la dittatura dei dogmi e della teocrazia. Ma usando i giochi di parole e gettando la propria maschera sul volto dell'avversario, si trova sempre qualcuno che abbocca, approfittandosi delle sacche di sottocultura ancora esistenti nel nostro Paese. Queste affermazioni puerili e irrazionali offendono prima di tutto la dignità di chi le pronuncia, ma quando si è disperati, quando non c'è più orizzonte al di fuori dell'Italia e si è costretti a riporre ogni speranza su un personaggio come Berlusconi, ogni tentativo è accolto.

7) Quante volte abbiamo sentito il pastore tedesco dare sfoggio della sua mirabile intelligenza con quest'affermazione logica e ineccepibile: "contro l'emarginazione di Dio dalla sfera pubblica". Una mente raziocinante può chiedersi, se ha tempo da perdere ad analizzare queste balordaggini, come può il dio dell'universo sentirsi emarginato da noi poveri umani, sul nostro piccolo pianeta, nelle ancora più piccole nostre vite? Non si può commentare questa cosa senza aggiungere dell'ironia, perchè forse quel dio a questo punto sta diventando vecchio, ha bisogno d'affetto, oppure è un poveraccio, un dio piccolo e marginale con le manìe di persecuzione e senza nessun potere.

MARCARE IL TERRITORIO, CAVALCARE OGNI EVENTO, INSINUARSI IN OGNI SEDE DELLA VITA CIVILE.

In questi ultimi vent'anni abbiamo assistito a uno scandaloso tentativo della congrega cattolica di fare ciò che sempre ha fatto, in ogni epoca, ma ora, nel XXI°secolo, in modo molto più sfrontato, più arrogante e grottesco, avvantaggiata in tutto dal governo Berlusconi, il tentativo in gran parte riuscito di coprire ogni settore della vita pubblica, di sovrapporsi alle ricorrenze dello stato civile, come quella del I maggio per beatificare Woitjla, strumentalizzare ogni fatto di cronaca, come le affermazioni, in questi giorni, del solito noto Antonio Socci, che ha mistificato l'omicidio di Yara Gambirasio legandolo alla vicenda di Maria Goretti e alla rappresentazione del crocifisso nei luoghi pubblici. Abbiamo inoltre assistito al monologo di una suora che non poteva mancare nell'ipocrita e patetica manifestazione per la dignità delle donne del 13 febbraio 2011, dove di tutto si è parlato, meno che del vero principale problema che attanaglia il Paese e che dovrebbe preoccupare soprattutto le donne: l'emergenza laicità.

In Italia stiamo vivendo una situazione paradossale, siamo in Europa contro l'Europa, ci troviamo in uno stato considerato democratico del quale i rappresentanti fascisti vogliono demolire Costituzione e laicità a favore degli interessi di una monarchia assoluta.

IL DISCORSO DI BERLUSCONI CONTRO LA SCUOLA PUBBLICA NON E' STATO CASUALE, MA RIVELA IL PROGETTO SOVVERSIVO DELLE GERARCHIE VATICANE, DISTRUGGENDO LA CULTURA, IL LIBERO PENSIERO E LA DEMOCRAZIA.

Le menti dei minori sono l'investimento più indispensabile e lo strumento fondamentale della superstizione cattolica per creare delle nuove generazioni irregimentate e abituate a non discutere, così come la scuola pubblica, laica e statale rappresenta il più grande spauracchio della religione, perchè è il presidio dell'educazione civile, del libero pensiero, del rispetto di ogni minoranza. Il tentativo di demolire la scuola pubblica togliendole i finanziamenti a vantaggio delle scuole private gestite da religiosi è stato avviato da anni, per sfociare nella criminosa riforma Gelmini.

Non si discute con i despoti, chi vuole rubare la libertà e l'autodeterminazione di un intero popolo sa quello che vuole, non ha bisogno che qualcuno glielo rimproveri, sa bene cos'è la laicità, cos'è la libertà, cos'è la democrazia...ma i suoi argomenti saranno tutti volti a confondere le idee altrui e ad attribuire ai suoi avversari tutto ciò che lui realmente rappresenta. Berlusconi sa che la laicità non è un ideologia e che sono le scuole private e confessionali che inculcano ideologie, al contrario dell'educazione pubblica, ma, come il suo complice Ratzinger, accusa l'avversario dei propri sotterfugi. L'unico orecchio dal quale questi despoti anacronistici possono sentire è quello del denaro e dei privilegi, in cambio dei quali sarebbero allegramente disposti a buttare via crocifissi, valori assoluti e convinzioni varie, perchè tutto in sostanza si riduce a un giro d'affari e al bisogno fondamentale di una categoria sociale parassitaria (quella dei religiosi) di essere mantenuta e di arricchirsi con i sacrifici di un'intera nazione. Tutto qui, niente divinità onnipotente, niente valori non negoziabili, niente santi e beati, baracconi e processioni, ma soldi, alleanze mafiose e affari.

IL CRISTIANESIMO NON MORIRA' PER PERSECUZIONE, PERCHE' GODRA' DEI BENEFICI DELLA LAICITA', MA PER INUTILITA', PER EMARGINAZIONE, PER INDIFFERENZA.

E' come se in Italia ci trovassimo a dover affrontare il parossismo di una lunga malattia, che si fa sentire maggiormente proprio nel momento in cui ci deve lasciare, una febbre alta che ha estraniato il nostro Paese dalla realtà e dalla ragione, inducendo a sopportare cose che in ogni altro luogo civile scatenerebbero rivolte, lasciandoci inerti di fronte a continui, ossessivi, paranoici insulti alla nostra dignità di cittadini: contro donne, contro gay, contro Costituzione, contro magistrati, contro diritti civili, contro atei, contro ebrei, contro scuola pubblica, contro aborto, contro divorzio...e chi più ne ha più ne metta, in un continuo, assillante attacco sovversivo contro la Democrazia, da parte del vescovo di turno, del cardinale di turno, del governo fascista senza che nessuno osi alzare la testa. Quando ci si espone in modo così esplicito, senza più preoccuparsi di nascondere le proprie intenzioni, significa che non si ha più nulla da perdere, che si vuole tentare il tutto e per tutto e allora si sguaina la spada. I cattolici praticanti, nonostante il rumore e l'onnipresenza che ce li fa sembrare una marea incontenibile, anche per i sapienti montaggi mediatici dei tg, sono in realtà una piccola minoranza, una minoranza che si va sempre più assotigliando, che è in grado di sovrastare ogni altra voce solo grazie ai privilegi del Concordato e all'attuale regime fascista. Una minoranza geriatrica, di vecchi, che con il cambio generazionale saranno solo un ricordo, e così come le chiese sono sempre più vuote, ancora più vuoti sono i seminari e ancora più desolante che in Italia è la situazione all'estero. Dietro tutto il baraccone e la scenografia pomposa che il regime ci offre ogni giorno, nonostante vengano sbandierati i trionfi e passate sotto silenzio le umiliazioni, soprattutto dall'Europa, dietro tutto questo teatrino il nulla, un castello di carte senza fondamenta. Il progresso sociale è un processo irreversibile e l'Italia è una piccola zattera nel mare della civilizzazione europea, sulla quale si aggrappano vecchi despoti religiosi, fascisti e mafiosi, una zattera che sarà inevitabilmente travolta dalle onde. Dove arriva la luce muoiono i vampiri psichici del cattolicesimo, e la luce è la laicità, la Costituzione, la cultura.

Una domanda sorge spontanea (e voglio chiudere l'articolo con un interrogativo) soprattutto a noi che siamo costretti a subire questa presenza pesante e deleteria nel nostro Paese: come può l'Europa tollerare sul proprio territorio la presenza di uno stato come l'Italia, palesemente assoggettato ad una monarchia assoluta, senza contraddire sè stessa e i suoi principii fondanti? E come può la chiesa cattolica, ovvero un'organizzazione tra le più feroci e criminali del mondo, con alle spalle secoli di genocidi, abusi, complotti con le più spietate dittature, non essere ancora universalmente stigmatizzata e isolata da ogni convivenza civile, com'è successo giustamente con il nazismo dopo la II°guerra mondiale?

AFORISMI


"L'Illuminismo è la sortita dell'uomo da un colpevole stato di minorità.
Minorità è l'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro.
Questa minorità è colpevole se la sua causa non è un difetto di intelligenza, ma di decisione
e di coraggio di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro.
Sapere aude!
Abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza!
Questo è dunque il motto dell'Illuminismo.
Ma per questo Illuminismo non si richiede altro che la libertà e precisamente la più innocua tra tutto
ciò che può chiamarsi libertà, ossia di fare pubblicamente uso della propria ragione sotto ogni aspetto.
L'uso pubblico della ragione dev'essere sempre libero
ed è il solo che può attuare l'Illuminismo tra gli uomini."
Immanuel Kant, Was ist die Aufklärung?, 1784

«Se avrò un solo momento di vita nell’Italia liberata dai Goti quell’ultimo momento di vita,
voglio dedicarlo, come individuo libero, alla lotta contro la fede cattolica;
se avrò educato un solo italiano a vedere nella chiesa cattolica la pervertitrice sistematica
della dignità umana, non avrò vissuto invano.»
Gaetano Salvemini

"Se crediamo a delle assurdità, commetteremo delle atrocità."
Voltaire, «Dizionario filosofico», 1764

"Religione e civiltà sono antitetiche;
la prima vuole l'autorità, l'altra la libertà;
la prima vuole la conservazione, l'altra il progresso;
la prima vuole i diritti di dio come interpretati dai preti,
l'altra i diritti dell'umanità come interpretati dall'umanità.
La civiltà avanza con il libero pensiero, libertà di parola, liberi uomini."
da "Women, Church and State: A Historical Account of the Status of Woman Through the Christian Ages: With Reminiscences of the Matriarchate"
by Matilda Joslyn Gage, 1893.

Alessia Birri, 5 marzo 2011

E-mail: aleph1968@hotmail.it ; oppure: ghibellina2@yahoo.it


CRISTOFOBIA: articolo interessantissimo scritto dal mio amico Emanuele Marian:

http://www.fainotizia.it/2011/02/20/cristofobia

Link:

FORZA NUOVA? NO GRAZIE! (gruppo facebook)

http://www.facebook.com/profile.php?ref=name&id=1590914664#!/pages/FORZA-NUOVA-NO-GRAZIE/332950213052

CRONACHE LAICHE

http://www.cronachelaiche.it/2011/03/socci-e-il-crocifisso-passando-per-brembate/

Donazione di Costantino (documento)

http://www.scudit.net/mdpapadonazione.htm

APOCALISSE LAICA

http://apocalisselaica.net/focus/diritti-umani-eutanasia-omofobia-e-sessismo/il-governo-bioetico-del-cavaliere-e-del-cardinale

domenica 16 gennaio 2011

IL VALORE DELLA PREZIOSA AVANGUARDIA CULTURALE DEGLI EMO.



Nelle foto qui sopra il modello Alex Evans.

LA PRIMA GENERAZIONE DI VERI SPIRITI LIBERI CHE ROMPE OGNI LEGAME CON LA BARBARIE DEL PASSATO.


Innanzi tutto vorrei iniziare questo articolo trascrivendo qui il testo della bellissima e importante presentazione da me trovata in un gruppo Emo su facebook, del quale farò il link in fondo all'articolo, e scritta dalla mia amica Maela Wydro (nome d'arte Effy Repent ), per poter meglio illustrare la grandezza e l'importanza di questo preziosissimo movimento giovanile mondiale; invito tutti i lettori a riflettere e a raccogliersi intorno ai concetti e ai messaggi di questi profondissimi e mirabilmente sintetici versi:

"L' EMO è:
Emo non è uno stile,
non è una moda da seguire..
Emo è sentimento, è solitudine, non è disprezzo..
ma indifferenza per chi non lo capisce...
e punta il dito contro e usa la bocca solo per giudicare.
Emo è il sogno,
ma può essere anche l'incubo,
la lacrima che ti riporta al passato ma che può portarti ad un futuro migliore.
Emo non solo è il ciuffo,
quello è per nascondere le lacrime nere
come la pioggia,
ma la lacrima può essere anche rabbia
e nuova forza per affrontare ogni problema.
Emo è l'emozione per ogni attenzione d'affetto che ricevi,
non di disprezzo.
Emo è amore..
amore per la persona che ami,
amore per gli amici e per quello a cui tieni veramente.
Emo è infanzia,
adolescenza e maggiore età..
non ha limiti ne barriere,
solo confini da varcare.
Emo è un periodo buio
dove soffri per maturare,
dove cerchi dentro di te
la risposta alla domanda:
GIUSTO O SBAGLIATO?
Emo non è rimpianto,
però può essere chiarezza.
Emo sono i bei momenti
che hanno segnato la tua vita fino ad ora,
e ogni momento che la segnerà.
Emo non è attirare l'attenzione,
ne spacconagine.
Emo può essere anche piangere sotto la pioggia,
però la pioggia lava le lacrime
di dolore e sofferenza
per portarti a star bene..
tutto questo è Emo,
ed è racchiuso in una parte del corpo..
quella che non si stanca mai di dare
anche se è affaticata..
l'Emo è cuore,
e chi non ha cuore ha poco da leggere queste righe,
perchè non avrà capito un cazzo di niente
di quello scritto sopra.
Emo è la vita vissuta sulla soglia della sofferenza
e l'inizio della felicità.
Emo è una scelta,
non una conseguenza..
Emo è la vita vissuta in bilico
tra bianco e nero...
che non arriva al grigio.
Emo e' il vivere con passione
la propria vita nel bene e nel male...
l'Emo non sono solo i pantaloni attillati
o gli occhi pesantemente truccati...
Emo è un modo di essere,
di pensare di vivere...
Emo non ci si può diventare...
perchè per esserlo non bisogna pensare con la testa di qualcun' altro
solo perchè ciuffata...
Emo è un modo di reagire alla vita,
e un modo di reagire alle tue azioni...
Emo è sognare è emozionarsi per le piccole cose...
Emo non è anoressia e morte...
essere Emo non è una scelta...
diciamo che tutti sono un pò Emo..
perchè tutti soffrono e si emozionano...
solo che molto si vergognano delle loro emozioni...
ecco gli Emo non si vergognano di ciò che provano...
ma non perchè sono Emo...
è quà la sottile differenza
tra il fare l' Emo e l'essere Emo".


EFFY REPENT ( MAELA WYDRO )


Credo davvero che questa bellissima presentazione possa essere abbastanza coinvolgente ed affascinante per chiunque approfondisca per la prima volta questa filosofia di vita che in realtà rispecchia la vera metafisica della natura e la mèta più importante dell'evoluzione sociale e umana; più che una filosofia, io la definirei dunque una "riscoperta" della vera natura umana, un fondamentale e preziosissimo movimento epocale, come preziosa e indescrivibilmente grande è la generazione che lo rappresenta, una generazione che traccia un solco e un divario profondissimo tra la grettezza,la barbarie e i ridicoli e falsi valori schiavizzanti che hanno caratterizzato un'epoca troppo lunga nella storia dell'umanità, un'epoca ammorbata dalla sottocultura cristianoide intrisa di morte, un epoca di degenerazione e capovolgimento di ogni significato della vita, di sonno della ragione. Una generazione che svolge e concretizza a livello sociale i pensieri e l'indole dei più grandi poeti e artisti moderni.

LA PRIMA GENERAZIONE PSICOLOGICAMENTE LIBERA, DISINQUINATA E AUTENTICAMENTE PANSESSUALE.

Come tutti ben sappiamo il pansessualismo è la condizione originale e autentica della natura umana, che non conosce limitazioni e finti valori che in realtà sono strumenti di potere che impediscono lo svolgimento libero, sano e consapevole delle potenzialità individuali. Freud ha ben saputo illustrare nelle sue analisi come tutto sia riconducibile alle emozioni sessuali, come ogni creatività, intelligenza, consapevolezza sia proporzionale alle esperienze e alle possibilità vissute senza limitazioni, come quindi ogni limitazione costituisca un freno al progresso, allo sviluppo antropologico e sociale della razza umana. In natura non esistono categorie sessuali, non esistono pratiche buone o meno buone, tutto è lecito, ma tutto fino ad oggi e per una lunga epoca è stato capovolto nel suo significato perchè inserito in un contesto di prevaricazione, di tradizioni barbare e disumanizzanti. La pansessualità è la naturale condizione umana per cui tutti nasciamo liberi e aperti a tutte le possibilità, a tutte le esperienze...pansessuale è l'individuo che non è attratto da un solo sesso, che non conosce categorizzazioni di nessun genere per essere attratto sessualmente e sentimentalmente da un altra persona, sarà questa la chiave di volta più importante per l'avvento di una nuova èra, di cui i giovani Emo rappresentano la più bella anticipazione e il punto di riferimento più importante, la splendida fusione fra i due sessi in una meravigliosa immagine androgina dalla bellezza indescrivibile; ed è proprio qui che nasce la bellezza, la vera bellezza che scaturisce dal profondo di sè, guidata dalle più autentiche e pure emozioni, disinquinata da ogni vincolo sociale o falsa convinzione.


OFFENDIAMO LA NOSTRA INTELLIGENZA SPENDENDO DUE DOVEROSE PAROLE SUL CRIMINOSO SERVIZIO DELLE IENE IL MESE DI SETTEMBRE 2010, FINALIZZATO A DENIGRARE LE NUOVE GENERAZIONI, CHE DOVREBBE ESSERE PERSEGUITO PENALMENTE.

Non vorrei farlo, sarebbe umiliante per chiunque abbassarsi a giudicare e prendere in considerazione la sottocultura e la spazzatura televisiva di regime che ci viene propinata e attraverso la quale i vecchi rottami senza futuro di uno schema sociale decrepito e morente, lottano per un impossibile sopravvivenza, ma, visto il clamore che fece questo servizio, non posso evitare di parlarne, purtroppo per me. Dunque: come non ricordare questi patetici e frustrati schiavetti di regime, soprannominati "iene", queste nullità, questi vuoti a perdere che per portarsi a casa la pagnotta lavorando per le televisioni del loro padrone (Berlusconi), senza alcuno scrupolo e rispetto basilare, si sono infilati fra i raduni dei ragazzi Emo, facendo domande subdole che non mi abbasso a ripetere, strisciando come guardoni invidiosi e tenuti al guinzaglio dal potere, in mezzo ai Durex party dove i ragazzi praticano collettivamente le loro esperienze sessuali ed hanno il sacrosanto diritto di farlo e di non venire spiati dai servi delle reti di regime, pena dovrebbe essere il carcere per queste intrusioni che in un Paese civile sarebbero perseguite penalmente e duramente. In quale Paese democratico si sarebbe potuta tollerare un intrusione del genere fra i minorenni, che non hanno potuto difendersi? Solo in Italia, nel Paese del fascismo e del clericalismo, che usa questi infimi individui per sguinzagliarli contro chiunque rappresenti una minaccia alla sopravvivenza delle loro sporche, barbare e bestiali tradizioni secolari. I poveri schiavetti idioti e succubi (o opportunisti) di questo anacronistica dittatura fascista-clericale, sono pronti a scandalizzarsi perchè gli emo si farebbero (secondo la propaganda di regime) dei taglietti sulle braccia come segno di appartenenza, mentre possono tranquillamente trascinare la loro miserabile esistenza senza accorgersi dei crocifissi che si ergono come costanti inviti al suicidio sulle teste dei bambini nelle scuole, di quello non si scandalizzano, possono tollerare la presenza costante nei mass media di un vecchio stregone parassita che si affaccia dal Vaticano, mentre parla inalberando una croce con sopra il cadavere di un uomo...ma ho dedicato troppo spazio a questi inutili zerbini di Mediaset.

L'AUTOLESIONISMO DEGLI EMO E' UNA LEGGENDA METROPOLITANA MONTATA DAL REGIME CLERICAL-FASCISTA AL FINE DI METTERE IN CATTIVA LUCE LE NUOVE GENERAZIONI.

La musica è espressione di una specifica volontà, è sempre stata il fulcro e il motore principale di ogni movimento giovanile, in tutte le epoche, un collante per unire gli spiriti e i gruppi in un unica volontà volta al progresso e alla rottura nei confronti di tutto ciò che è vecchio, superato e ormai inaccettabile. Ed è proprio attraverso la musica che gli Emo trovano l'espressione principale della loro appartenenza, non certo attraverso pratiche autolesionistiche propagandate dal regime fascista al fine di denigrare una generazione straordinaria che sarà destinata a demolire per sempre i vecchi schemi di una società devastata per quasi due millenni da un orribile cancro storico e sociale, il cristianesimo. Infatti non è difficile accorgersi che ci troviamo di fronte ad una vera e propria persecuzione senza precedenti dei mass-media legati al nuovo ventennio fascista che stiamo subendo, nei confronti di una generazione preziosissima, che plasmerà una nuova èra della sua essenza, e che ha il diritto e soprattutto il dovere di demolire e opporsi con tutte le sue forze alla vecchia quanto innaturale e orripilante società in cui abbiamo vissuto fino ad oggi.

GLI EMO RAPPRESENTANO IL VERO VOLTO DELL'UMANITA' FUTURA.


Chi è stato abituato a vivere fino ad oggi in una società ammorbata dal cristianesimo, in cui ogni valore della vita e della natura è stato sovvertito, in cui la banalizzazione e l'umiliazione hanno preso il posto dell'individualità e della dignità, che sono concetti indissolubilmente legati alla libertà, forse fatica a vedere l'assoluto abominio in cui le generazioni precedenti e le nostre hanno trascinato la loro esistenza, un abominio fatto di valori "a prescindere", funzionali solo alla schiavizzazione delle masse (come per esempio la tanto sbandierata famiglia), un abominio attraverso il quale è stato costruito nei secoli un modello umano innaturale e regredito in cui il genio della natura non si riconosce, un modello inviso perfino a sè stesso. Ora: nessuno può dirsi veramente libero da questo grottesco e artificiale "modello", nessuno può dirsi libero da questo orribile "schema prestabilito", se non l'ultima generazione, la generazione Emo, il soffio vitale e l'energia di questa straordinaria nuova stirpe destinata a demolire i mostri del passato, che rappresenta la nascita del vero "uomo nuovo" del futuro, avulsa da ogni legame con la vecchia e morente società, spiriti liberi che nessuno riuscirà mai ad imbrigliare, simili a farfalle uscite da un secolare bozzolo, meravigliosi e inafferrabili.

Alessia Birri, 16 gennaio 2011

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