domenica 18 settembre 2011

IL MANIFESTO DELL'ANTICRISTO


QUESTO MANIFESTO VUOLE ESSERE UN RESOCONTO DELLE DEGENERAZIONI E DELLE PERICOLOSE TRAME SOCIALI INSITE NELL'IDEOLOGIA RELIGIOSA, AL DI LA' DEI LIMITI DELL'ABITUDINE E DELL'ASSUEFAZIONE CHE INDUCONO A NON VEDERE E A NON RIFLETTERE, A PARTIRE DALLO STESSO ATTO FONDANTE DEL MONOTEISMO GIUDAICO-CRISTIANO E DAL PIU' ABERRANTE DELITTO CONTRO NATURA: IL FIGLICIDIO.


La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l'oppio dei popoli.
Karl Marx


Consapevoli di trovarci alle soglie di una nuova era, dell'eccezionale energia rivoluzionaria delle nuove generazioni, dobbiamo oggi comunque, nostro malgrado, occuparci prioritariamente dell'argomento religioso perchè, nel XXI secolo, il nostro Paese si trova ad affrontare l'insidia del regresso oscurantista, caso unico nel panorama occidentale; l'Italia viene usata come base di un progetto mondiale perseguito dal Vaticano, al fine di una nuova teocratizzazione dell'Occidente; ovvero trampolino di lancio dei valori, delle imposizioni e delle credenze di un piccolo popolo di pastori nomadi di migliaia di anni fa e della superstizione cristiana nata per alleviare le pene degli schiavi di 2000 anni orsono; come non ricordare le parole pronunciate tempo fa dal portavoce vaticano Navarro Valls, che in una sua inquietante affermazione ha considerato l'Italia una ricchezza (per la chiesa) che altrove manca del tutto?! Niente di nuovo sotto il sole (in Italia l'Illuminismo non ha fatto capolino e il sacrificio dei nostri avi con la presa di Porta Pia è stato calpestato con la firma del Concordato nel 1929), se ciò non fosse reso ancora più aggressivo, invasivo e arrogante proporzionalmente alla sua decadenza e alla sua debolezza. Mi rivolgo principalmente alle nuove generazioni, con tutte le forze e i mezzi che mi sono consentiti, per metterle in guardia da questo pericolo, in quanto proprio loro sono il principale obiettivo della propaganda e dei tentacoli psicologici della superstizione religiosa, che sta cercando di mettere nuove radici nel tessuto sociale, nonostante questa sia una penosa, ingenua e disperata illusione nutrita dal decadimento culturale dell'era berlusconiana.

LA MALATTIA PSICHICA ALLA RADICE DEL CRISTIANESIMO E CAUSA PRINCIPALE DELLE DEGENERAZIONI E DEI DISAGI SOCIALI: COME SI CREANO POPOLI MALATI E SOTTOMESSI.

Il cristianesimo non è nato, come ingenuamente si è indotti a pensare, da un bisogno trascendente o da chissà quale profondità spirituale, il cristianesimo è proprio l'opposto di tutto ciò, si sviluppa nei deserti dell'anima, nasce da impulsi patologici profondi e autodistruttivi, consistenti nell'incapacità di vivere, di relazionarsi con sè stessi, di accettare la realtà o dalla necessità di nascondere tare degeneri e pericolose. Tutta la serie di disvalori e di precetti interiorizzati attraverso i secoli, legittimati dalla parola "tradizione", di cui il cristianesimo è stato diffusore, hanno creato una società contro natura paragonabile ad un regno di follia e di morte; la radicalizzazione diffusa di questi disvalori è comune anche presso coloro che si dichiarano laici o non credenti, in conseguenza dei ristagni interiori che la mentalità dominante ha creato nei popoli. La pulsione di morte, inculcata mediante i messaggi visivi (crocifisso) e mediatici del cristianesimo, è senz'altro il più pericoloso principio psichico mediante il quale l'ideologia cristiana distrugge e annienta l'individuo nella sua integrità, ha due effetti principalmente: in primis crea nel soggetto bisogni masochistici al fine di sedare i sensi di colpa di cui è stato oberato durante una vita di indottrinamento, secondariamente la violenza che il soggetto provoca a sè stesso, nel tentativo di annientare la propria interiorità e i propri desideri affettivi, che potrebbero essere pericolosi per il suo asservimento sociale, viene inevitabilmente proiettata all'esterno mediante azioni violente e distruttive nei confronti di altri individui; ciò esteso a livello di massa, com'è avvenuto, crea effetti devastanti che vengono poi perpetuati nel tempo, presso popolazioni intere, nei secoli, nei millenni...effetti di cui siamo testimoni, mediante l'innesco di un circolo vizioso generazionale, di una reazione a catena di cui ci si può liberare solo dolorosamente e tragicamente nel lungo corso della storia.

IL FIGLICIDIO COME MESSAGGIO, ORDINE INTERIORIZZATO E PRINCIPALE MEZZO DI SCHIAVIZZAZIONE E REGRESSIONE ANTROPOLOGICA.

Il monoteismo ebraico prima e il cristianesimo poi, in forma più subdola, pongono le loro radici sull'uccisione e il sacrificio del figlio in nome dell'autorità costituita, idealmente raffigurata come la volontà di un essere soprannaturale, ma effettivamente rappresentata da regimi terreni e monarchie assolute, che possono assicurare in questo modo la continuità del sistema sociale oppressivo. Il figlio è il seme del cambiamento, dell'evoluzione sociale, è legato al divenire, perciò dev'essere sacrificato e messo in croce nel nome della tradizione e della convenzione. Il sacrificio e la castrazione delle qualità individuali, della personalità, del libero progresso evolutivo della propria prole è la più grave perversione, il crimine più orrendo contro ogni legge naturale volta alla ricerca della felicità e del miglioramento delle condizioni di vita di ogni essere vivente, è la radice stessa del monoteismo e il fondamento di ogni società gerarchica, piramidale ed oppressiva, un processo di schiavizzazione di massa delegato alla cattolica famiglia patriarcale, concepita come luogo di annullamento e asservimento per opera dei genitori prima e, per esteso, all'intera società gerarchica e autoritaristica. La natura vuole che il vecchio soccomba al nuovo, implica il processo evolutivo degli individui ed ha come fondamento il divenire; la religione monoteistica ha invertito la regola naturale, ha posto il vecchio a guardia della stagnazione e della tradizione, relegando l'intera società umana ad una putrefazione tombale e ad un regresso (conversione) perpetuato nei secoli dal circolo vizioso degli oppressi che creano altri oppressi, degli schiavi che creano altri schiavi, un incantesimo terribile, un incubo storico dal quale solo ora ci stiamo svegliando, in un lungo, lento e sofferto processo di consapevolezza e di riconquista.

DAL SACRIFICIO DI ISACCO ALLA CROCIFISSIONE DI CRISTO: IMMOLARE IL PROPRIO FIGLIO IN NOME DEL POTERE DOMINANTE E DELLE CONVENZIONI SOCIALI.

Dall'antico al nuovo testamento lo stesso crimine è indotto mediante l'aggiunta del messaggio carismatico e oppiaceo dell'amore: "Non crediate che sia venuto ad abolire la legge o i profeti: non sono venuto per abolire, ma per completare"; queste parole, pronunciate da Cristo nel Vangelo, indicano la continuità di significati e finalità antropologiche fra vecchio e nuovo. Abramo obbedisce all'ordine di Dio (personificazione dell'autorità gerarchica) di uccidere il figlio dimostrando in questo modo di aver annientato sè stesso, la propria interiorità, la propria affettività ed il sentimento umano più inviolabile della legge naturale, di essere quindi ormai un oggetto privo di coscienza completamente asservito alla tradizione e al dogma, un automa.

Nel nuovo testamento, in luogo del padre che sacrifica il figlio, il figlio stesso si sacrifica "per amore" del padre e di ciò che esso rappresenta, accettando di essere crocifisso e annullato e dimostrando la rinuncia alla propria volontà. Il figlio, l'individuo nuovo che potrebbe costituire una minaccia alla stagnazione del sistema sociale, annulla sè stesso rassicurando il potere vigente e divenendo così una vittima sacrificale in pasto all'intera società, sulla quale si consumano orge cannibalesche (eucarestia) e brame necrofile frutti della più devastante perversione nella quale abbia potuto degenerare l'umanità. Introducendo la volontà stessa del figlio al sacrificio si comunica un messaggio carismatico secondo il quale egli lo avrebbe fatto per "amore" nei confronti dell'umanità (l'insieme di individui che compongono la società tradizionale e immutabile) e del padre che partecipa al volere della società e teme ogni forma di autodeterminazione della propria prole. Con la parola "amore" viene sublimato e nascosto dietro il paravento della suggestione il più barbaro e orrendo crimine consumato nei millenni, frutto della famiglia patriarcale di stampo monoteistico. In questo caso il Cristo rappresenta il figlio perfetto, sottomesso e ubbidiente, mediante il quale la tradizione sarà salva e dal quale l'intera comunità si sente rassicurata (salvata), avendo egli annullato sè stesso per divenire parte integrante di un gigantesco ingranaggio sociale, ridotto a mercanzia, spogliato della ricchezza delle sue potenzialità destabilizzanti.

MESSAGGI DI ODIO, OMICIDIO, MASOCHISMO, INDUZIONE AL CRIMINE E LORO ESPRESSIONI EVANGELICHE.

1)"Porgi l'altra guancia": mai frase fu tanto sublimata di questa nel corso della storia, solitamente interpretata nell'accezione benevola e velata rispetto al suo vero significato, al deposito masochista e schiavizzante creato a livello inconscio nel corso dei secoli. In realtà questo passo nasconde il più profondo odio, il disprezzo assoluto verso l'oppresso, mediante la psicologia della colpevolizzazione "a prescindere" che non lascia margini di difesa davanti agli abusi del potere; la colpa dell'oppresso è intrinseca dunque alla sua stessa condizione, la quale deve rimanere immutabile senza essere messa in pericolo da rivendicazioni di alcun genere. Emblematico di quest'ideologia è proprio il famoso documento "Crimen sollicitationis", vigente fino al 2002 presso la chiesa cattolica, il quale rendeva la vittima di abusi compiuti dai preti pedofili colpevole di "adescamento"e "induzione al crimine", così come recita la stessa frase in latino. Non c'è da meravigliarsi dunque che le prime vittime dell'odio religioso siano proprio i bambini, i quali identificano l'"agnello sacrificale". Il cristianesimo è per definizione stessa "la religione degli schiavi", di chi dovrebbe (secondo i precetti religiosi) accettare senza scampo la sua condizione, un deterrente ad ogni opposizione al potere costituito, perciò è per sua stessa natura avverso ad ogni diritto umano e naturale, avverso all'uguaglianza e colpevolizzante nei confronti degli oppressi, promuove la legge del più forte, la gerarchia, l'abuso, obbligando la vittima a sopportare ogni tipo di violenza nell'aspettativa di un premio ultraterreno dopo la morte. Colui che deve in effetti porgere l'altra guancia non è il potente, è ovvio, ma il debole, lo sfruttato, il tiranneggiato. La perversione ideologica della sofferenza eretta a valore (concetto abominevole ad ogni legge naturale), ha avuto il potere di interiorizzare l'inclinazione masochistica presso popoli interi, mediante la reazione a catena generazionale. Questo passo è stato volutamente spacciato nei secoli come un espressione benevola di chissà quale nobiltà d'animo, velato dietro il messaggio suggestionante dell'amore, ove per amore s'intende quello che l'oppresso deve dimostrare nei confronti del suo aguzzino e non viceversa, ed è il più emblematico degli ordini interiorizzati da interi popoli nell'era buia del cristianesimo, volto alla loro rassegnazione alla condizione di schiavitù.

2) "Ora, se il tuo occhio destro ti è causa di peccato, cavalo e gettalo via da te, perché è meglio per te che un tuo membro perisca, piuttosto che il tuo corpo sia gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è causa di peccato, mozzala e gettala via da te, perché è meglio per te che un tuo membro perisca, piuttosto che il tuo corpo sia gettato nella Geenna": la Geenna è una valle esistente vicino a Gerusalemme in cui si uccidevano i bambini. Geremeia (7,2) la chiamò "La valle del massacro"; l'interpretazione di questo passo estesa a tutto il contesto sociale implica la soppressione e l'uccisione di ogni membro della comunità non conforme alle norme di quest'ultima, del diverso, dello spirito libero e, il primo "diverso" in ambito famigliare e sociale, il quale avrebbe l'energia e la potenzialità di destabilizzare l'ordine costituito è, appunto, il figlio.

3)"Se non vi farete piccoli come questi pargoli, non entrerete nel Regno dei cieli": ora, generalmente questo messaggio è recepito dalla gente comune attraverso la sua interpretazione eufemistica della valorizzazione dell'innocenza e purezza infantile; il significato autentico però si riduce a questo: non evolverai le tue potenzialità individuali, non percorrerai il tuo cammino, non diventerai un individuo adulto e consapevole, ma rimarrai per tutto il corso della tua vita incosciente, ingenuo e bisognoso di guida, sarai simile ai bambini più piccoli e quindi un soggetto perfetto per il gregge sociale. Dunque questo suggestivo passo non ha nulla a che vedere con la valorizzazione del bambino, bensì con la svalutazione e la castrazione dell'adulto.

4)"Onora il padre e la madre": onorare il padre e la madre significa sottomettersi alle tradizioni e convenzioni sociali, rinunciando al loro superamento e all'emancipazione della coscienza individuale.

5)"Chi ama il padre e la madre più di me non è degno di me, chi ama il figlio e la figlia più di me non è degno di me": questo non contraddice pertanto ciò che è affermato nel precedente verso, poichè ogni forma affettiva all'interno del nucleo famigliare dev'essere annullata, in favore dell'inviolabilità del dogma che deve avere la precedenza come un ordine assoluto. Colui che segue ed è praticante di quest'aberrante dottrina è capace di ogni azione criminosa nei confronti di coloro che non si attengono alle regole dogmatiche, finanche l'assassinio, poichè è convinto di ubbidire a una volontà superiore. In psichiatria si chiama "delirio di onnipotenza". Quindi mediante questi precetti si instaura un meccanismo di controllo e sospetto che pone le sue radici principalmente nella famiglia, per poi essere esteso a livello sociale. Quello che succedeva da noi prima della Rivoluzione Francese, per esempio, succede oggi nei paesi islamici dove gli stessi genitori denunciano i figli irrispettosi delle regole religiose pur sapendo che verranno uccisi, o gli stessi parenti e affini.

6)"Io non sono venuto a portare la pace ma la spada, sono venuto a mettere il padre contro il figlio, il fratello contro la sorella, ecc...": questo passo espone perfettamente quel meccanismo di controllo sociale attivato attraverso il sospetto, la paura, la violenza e mediante il quale la società gerarchica può sopravvivere. La spada divide e mette l'uno contro l'altro uccidendo gli affetti a vantaggio del controllo delle gerarchie sociali e religiose.

7)“Servi siate sottomessi con ogni rispetto ai vostri padroni, non solo a quelli che sono buoni o ragionevoli, ma anche a quelli di carattere intrattabile, poiché piace a dio che si sopportino afflizioni per riguardo verso di lui, quando si soffre ingiustamente. Infatti che gloria vi è nel sopportare di essere battuti, quando si ha mancato? Ma se voi, pur avendo agito rettamente, sopportate sofferenze, questo è gradito davanti a dio. Anzi è appunto a questo che voi siete stati chiamati, perchè Cristo pure ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio affinché ne seguiate le orme.” (I Pietro 2, 18-21) Penso che questo passo non abbia bisogno di interpretazioni su come il cristianesimo e il monoteismo siano i principali fondamenti ideologici della schiavitù e possano sopravvivere solo in seno a società totalitarie e assolutistiche.

8)"Beati i poveri di spirito": questo è certamente uno dei più rappresentativi passi che denotano la principale natura e la regressione antropologica del culto cristiano: il povero di spirito è colui le cui radici sono state recise mediante un processo di desertificazione interiore e individuale protratto per tutto il corso di una vita. La gente comune e l'uomo della strada sono abituati a considerare la religione cristiana (più generalmente le tre religioni monoteistiche) come l'espressione di un bisogno spirituale. Non c'è niente di più opposto allo spirito di un culto basato sul dogma, sulla rinuncia alla propria volontà, sull'annullamento individuale e sull'obbedienza cieca, la quale corrisponde alle tenebre della coscienza. Lo spirito è legato all'intelligenza, all'evoluzione e, soprattutto, è arricchito dalla conoscenza (tre elementi in contrasto con il culto cristiano); perciò le tre religioni monoteistiche odierne (ebraica, mussulmana, cristiana) hanno come fondamento la desertificazione spirituale, la stagnazione sociale (tradizione) e la regressione dell'intera specie ad uno stadio brutale e disumano.

9)"CONVERSIONE"= appunto, regressione alla bestialità, allo stato antecedente la nascita della coscienza umana (rappresentata dal frutto proibito).

IL POTERE INIBITORIO DELLE VIRTU' TEOLOGALI.

FEDE: la Fede è legata all'automatismo dell'obbedienza cieca, perciò implica tutto ciò che si oppone alla ragione, alla logica, al libero pensiero e allo spirito, è una morte in vita, l'ultimo stadio del sonno della ragione e delle tenebre della coscienza, genera deliri di onnipotenza dovuti alla cieca convinzione di agire secondo la volontà di un essere ultraterreno e assoluto. In psichiatria viene chiamata "alienazione".

SPERANZA: la Speranza delega alla volontà altrui il raggiungimento della condizione desiderata, inibisce l'azione, la ribellione, riduce la vita ad una vana attesa di giustizia che non può essere raggiunta senza l'insurrezione.

CARITA': "la Carità è quello che rimane quando non c'è nè bontà nè giustizia"(Josè Saramango). La carità è il misero surrogato della dignità, del diritto, del rispetto e della reciprocità, è usata dalla religione per tenere i popoli in stato di bisogno e di soggezione.


CANNIBALISMO, SADISMO, NECROFILIA: SIGNIFICATI RITUALI E ICONOGRAFICI DI UN CULTO BARBARO E FEROCE.


Fatte queste premesse, quali sono dunque le conseguenze perverse e degenerative di un culto basato sull'uccisione del proprio figlio nella specie umana? E qual'è la chiave di lettura dei suoi rituali?

EUCARISTIA: il significato del rituale eucaristico mi pare evidente non sia altro che l'idealizzazione e la riduzione simbolica del concreto rituale cannibalesco presente in svariate culture ormai quasi scomparse (vedi le popolazioni della Nuova Guinea, alcune tribù haitiane, africane, ecc...), l'idea di appropriarsi delle qualità valorose del nemico ucciso o di un membro della propria comunità cibandosi del suo corpo, pone le sue radici in tempi remotissimi. Nel caso del cristianesimo si mangia la carne e si beve il sangue del bambino ucciso sulla croce per redimere le cattive coscienze e assicurare l'immutabilità sociale, in quanto proprio nel bambino iniziano a svilupparsi i pericolosi semi dell'intelligenza, del pensiero e dell'autodeterminazione individuale, che portano alla successiva emancipazione. Nel caso delle popolazioni sopracitate la vittima era un proprio pari, un guerriero nemico e un avversario valoroso; per quel che riguarda il cristianesimo, invece, assistiamo al più turpe e vile delitto che vede protagonista il membro più indifeso della famiglia: L'AGNELLO DI DIO, ovvero IL BAMBINO, il figlio.

BATTESIMO: con il rituale illegittimo e anticostituzionale del battesimo, si compie la prima più grande violenza nei confronti della prole, negando, seppur simbolicamente, all'individuo ancora incapace d'intendere la possibilità di scegliere in futuro il suo destino, suggellando su di lui con un atto di assoluta arroganza da parte di coloro che lo hanno messo al mondo, un destino di colpe, di indottrinamento, di oppressione, l'arroganza di chi è cresciuto a sua volta in quell'abominio e non concepisce il figlio come un essere autonomo e portatore di diritti costituzionali e individuali, ma come una proprietà sua, delle sue convinzioni e della setta di cui fa parte.

NECROFILIA E SADISMO sono le ovvie conseguenze del vivere contro natura che ha caratterizzato l'era cristiana, del capovolgimento delle leggi universali che regolano la vita, del rifiuto della vita stessa e della morte conseguente di ogni sentimento umano e libera coscienza. Il sadismo cristiano trova espressione nelle opere d'arte dal medioevo in poi, la morbosità nella ricerca della sofferenza elevata a valore, i paesaggi morti, l'inconcepibile promiscuità che si riscontra nelle opere rinascimentali tra sottocultura cristiana della morte e riscoperta dei valori della conoscenza, della natura e dello studio del mondo classico. La necrofilia come perversa e malata inclinazione nel provare piacere alla vista di un cadavere straziato pendente da una croce, che inconsciamente viene identificato con il proprio stesso figlio. La malattia mentale che ha pervaso interi popoli, milioni di individui.

COSCIENZA LAICA E INCOSCIENZA RELIGIOSA. I MOSTRI SOCIALI DELLA RELIGIONE. IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA E IL CRIMINE COME OVVIO RISULTATO DELL'IDEOLOGIA ASSOLUTISTICA.

Noi tutti sappiamo di come il monoteismo si sia servito, per la stesura dei propri testi sacri spuri, dei miti e dei simboli della cultura e della saggezza cosiddetta "pagana" (termine peraltro spregiativo), per potersi confondere ed essere accettato da altri popoli.  Ma non entreremo nei dettagli di un discorso che implicherebbe un articolo a parte, bensì faremo una breve analisi della divergenza fra coscienza laica e incoscienza religiosa. La gente comune, nell'ingenuità delle sue conclusioni, è abituata a concepire i valori religiosi come qualcosa di inerente alla pace sociale, al buon senso comune, alla rispettosità e al buon inserimento dell'individuo nel tessuto civile, appunto perchè anche le cose più aberranti, sotto la patina dell'abitudine, finiscono per non essere più viste e prese in considerazione dal senso critico. Tutto ciò che è inerente alla religione è diametralmente opposto alla convivenza sociale e al rispetto del prossimo: la convinzione di essere portatori di verità assolute, i dogmi, l'assolutismo...sono le caratteristiche da cui nasce il patologico delirio di onnipotenza e la violenza cieca di chi segue ideologie totalitarie. La malattia mentale è inevitabile. L'individuo religioso non possiede coscienza o volontà, è un automa, un vuoto a perdere, un disumanizzato e delega la responsabilità delle proprie azioni a precetti e ordini prestabiliti e preconfezionati, derivati da convinzioni indiscutibili e dogmatiche; i suoi deliri e i suoi crimini possono raggiungere punte di efferatezza terrificanti, in quanto convinto di agire per volontà superiore e non soggetto quindi al giudizio della propria coscienza. Vediamo infatti come sono stati incaricati proprio gli istituti religiosi cristiani del genocidio dei bambini nativi canadesi e di molti altri popoli indigeni nel mondo, proprio perchè l'imperialismo si è sempre servito dei mostri sociali convogliati dalla religione per i lavori più "sporchi" e inconfessabili.
La coscienza è per sua stessa essenza laica, poichè consiste nella naturale responsabilizzazione individuale ottenuta mediante il libero pensiero, la libera esperienza, la conoscenza del mondo e non delega ad altri la propria volontà, ma risponde delle proprie azioni.


NAZISMO, FASCISMO, MAFIA: LE MANIFESTAZIONI SECOLARI DEL CRISTIANESIMO.

Ogni regime totalitario autoritaristico è un'estensione sistematica della religione monoteistica. La mafia condivide con la chiesa tutti i suoi principi essenziali, la mentalità, le finalità sociali, a partire dai fondamenti stessi del potere religioso: omertà (vedesi l'ordine impartito dal Vaticano di occultamento dei crimini di violenza sessuale sui minori, mediante il famoso "Crimen sollicitationis" che fa ricadere ogni colpa sulla vittima); legge del più forte, mediante la sottomissione nei confronti di figli e donne; potere assoluto e indiscutibilità del capo clan, in tutto uguale a quello del Papa sui sudditi; avversione ad ogni regola di rispetto, convivenza civile, diritto; famiglia patriarcale; infine la paura, che è il principale mezzo con cui religione e mafia possono mantenere il proprio potere. Insomma: tutto. Infatti i mafiosi sono sempre ferventi cattolici, non per ipocrisia, ma per coerenza. Lo stesso dicasi per nazismo, fascismo, Ku Kux Klan. Il signor Ratzinger, che non ha mai fatto mistero della sua fede nazista a partire dalla riabilitazione dei negazionisti lefebriani e dalla sua collaborazione con la rivista neo-nazista Die Aula appena 10 anni prima di essere eletto Papa, con la ormai consueta prassi mistificatoria consistente nell'accusare gli altri delle proprie vergogne, si crede certo molto astuto nel diffondere la notizia che, secondo la sua personalissima analisi storica, il nazismo sarebbe nato dall'ateismo, manifestando la palese intenzione di istigare una guerra santa contro i non credenti, perlomeno nella piccola e fedele Italietta. Peraltro già il suo fidatissimo servo Ministro degli Esteri italiano Frattini, dalle colonne dell'Osservatore Romano, in una sua famosa dichiarazione, invita ad una nuova "Santa Alleanza" fra le religioni monoteiste per combattere il pericoloso nemico ateo (affermazioni che se fossero esternate in un Paese civile e non in Italia sarebbero suscettibili d'incriminazione).

HITLER ERA UN FERVENTE CATTOLICO: ne è testimonianza la sua ossessiva ricerca dei feticci cristiani come il Sacro Graal (da cui era ossessionato), la lancia di Longino, ecc...è stato educato in una fervente famiglia cattolica dalla quale ha ereditato crudeltà, odio e alienazione mentale (infatti era cresciuto in Austria), il suo odio antisemitico derivava dalla consapevolezza del grande tributo che gli ebrei diedero al progresso umanistico in Europa. L'estrema mostruosità del nazismo pone le sue radici proprio nell'essere caratterizzato dallo psichiatrico delirio di onnipotenza generato dalla religione. Basti pensare che le SS portavano impresso come effige sulle proprie cinture il motto "Gott mit uns" (Dio ci protegga) e quel dio era il dio cristiano. Infatti i nazisti avevano anch'essi un Concordato con il Vaticano.

QUALI SONO LE CONSEGUENZE DELLA MENTALITA' RELIGIOSA IN AMBITO SOCIALE?

Sacrificando il seme del futuro e del progresso incarnato nel figlio, la specie umana uccide sè stessa. La sopravvivenza delle religioni porterà ad un inevitabile imbarbarimento, in cui l'intera razza umana degenererà nel corpo e nell'anima e sprofonderà nel vortice dell'autodistruzione. Secoli, millenni di diffusione monoteistica non legittimano certamente la presenza di questa pericolosa degenerazione storica, nè certamente fanno di essa qualcosa dal presunto significato profondo ed ancestrale, tantomeno (e questa dev'essere la puntualizzazione più importante) essa rappresenta il tanto decantato "bisogno spirituale" dell'uomo, che può essere unito ai culti animistici, politeistici, ma non mai alle ideologie assolutistiche che sradicano l'uomo da sè stesso e dal suo legame con il cosmo. La superstizione, la mummificazione sociale, le convinzioni assolute oggi soprattutto sono in netto contrasto con ogni convivenza civile.
La religione genera oggi:
1) Odio verso ogni diversità culturale, sessuale, individuale.
2) Odio verso i deboli e gli oppressi mediante l'ideologia dell'autoritarismo.
3) Odio verso donne e bambini in quanto i soggetti deboli devono sottostare e sopportare le angherie dei forti, in famiglia e nella società.
4) Omofobia in quanto la religione teme il sesso derivante da autodeterminazione adulta e promuove l'automatismo a scopo esclusivamente riproduttivo.
5) Violenza sessuale sui minori in quanto la chiesa l'ha sempre usata come migliore mezzo di distruzione e umiliazione dell'individuo al fine di crearne un succubo sociale.
&) Odio contro gli Ebrei come popolo che diede e da tuttora il massimo contributo al progresso umanistico della civiltà; odio mascherato oggi dalle ipocrite posizioni "antisioniste" tese a delegittimare lo Stato d'Israele.

AFORISMI:

Quanto più l'uomo è religioso, tanto più crede; quanto più crede, tanto meno sa; quanto meno sa, tanto è più ignorante; quanto è più ignorante, tanto è più governabile - John Most

La conoscenza è fatta di una materia più dura di quella della fede sicché, quando si urtano, è la fede a spaccarsi - A.Schopenhauer

La nostra concezione di dio deriva dall'antico dispotismo orientale, ed è una concezione indegna di uomini liberi - Bertrand Russell

La nostra ingnoranza e' Dio, quello che conosciamo e' scienza - Robert Green Ingersoll


Per secoli in conflitto mortale e' stato portato fra uomini e donne coraggiosi di pensiero e di genio, da un lato e dall'altro lato dalle grandi masse ignoranti e religiose. Questa è la guerra fra Scienza e Fede. I pochi hanno fatto appello alla ragione, all'onore, alla legge, alla liberta' alla conoscenza ed alla felicita' qui in questo mondo. I molti hanno fatto appello al pregiudizio, alla paura, ai miracoli, alla schiavitu', allo sconosciuto, ed alle conseguenti miserie. In pochi hanno detto "Pensa" , in molti hanno detto "Credi" - Robert Green Ingersoll (Gli Dei 1872)

Se parli con Dio stai pregando. Se Dio parla con te, sei uno schizofrenico. Thomas Szasz


Non vi è eresia né filosofia tanto aborrita dalla Chiesa quanto l´essere umano - James Joyce

Un laicismo non timoroso, che sappia esercitare con coraggio la critica delle superstizioni e promuovere la libertà degli individui, senza subire restrizioni in nome di testi inattendibili o di entità soprannaturali, è ciò che manca nella cultura e nella pratica politica del nostro Paese - Carlo A.Viano


La realtà è che quando un clericale usa la parola "libertà" intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro - Gaetano Salvemini

Quello che Ratzinger condanna come relativismo non è altro che la libertà di pensiero, e quindi anche di religione. La stessa libertà che tutte le religioni e le ideologie totalitarie hanno in odio e combattono ferocemente - GCV

Alessia Birri 18 settembre 2011

E-mail: aleph1968@hotmail.it

Articoli correlati:

Quando Ratzinger collaborava con la rivista neo-nazista Die Aula:
http://umanesimo.tumblr.com/post/96646042/papa-negazionista

"L'avvenire dell'illusione vaticana", da una nota di Paolo Flores D'Arcais:
http://www.ildialogo.org/Ratzinger/Interventi_1272985398.htm

"La pedofilia e il sacro", di Maria Gabriella Gatti:
http://web.me.com/fargnoli/Senzaragione/senzaragione/Voci/2011/3/7_La_pedofilia_ed_il_sacro.html

L'influenza psicopatologica dell'insegnamento religioso:
http://www.nilalienum.it/Sezioni/Aggiornamenti/Infanzia%20e%20Adolescenza/Influenza_educazione_Religiosa.html

"Italia laboratorio sperimentale per una nuova forma di teocrazia", di Raffaele Langone:
http://www.gliitaliani.it/2010/05/italia-laboratorio-sperimentale-per-una-nuova-forma-di-teocrazia/

17 commenti:

  1. È tutto veramente ben scritto ed argomentato, complimenti. Quello che mi sento di dirti è che il "progetto" Cattolico, per quanto sia effettivamente presente ed è basato sui privilegi, non punta a ricostruire una società teocratica o ad avere un controllo fattivo. Il Vero Potere oggi, per quanto la chiesa e le religioni costituiscano una delle più grandi lobby al mondo, non è detenuto dalla chiesa ma dall'Europa Monetaria per quanto riguarda il nostro occidente. Ti chiedo di leggere, se hai tempo essendo uan persona evidentemente molto peparata, "il più grande crimine", un saggio di paolo barnard che potrai tranquillamente scaricare online in PDF gratuitamente, se lo cerchi. È illuminante oltre che utile.

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  2. La Ballata di Stroszek: grazie per il tuo bellissimo commento e per le tue preziosissime informazioni, non mancherò di documentarmi e lo stesso spero che facciano i lettori, sarai sempre benvenuto nel mio blog.
    Grazie anche a Rainbow :-)

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  3. assolutamente interessante il tuo blog, sarebbe anzi utile se lo ampliassi e lo approfondissi, dato che c'è molto da scrivere su questa religione criminale.
    alcune considerazioni in chiave psicanalitica son davvero illuminanti, grazie.

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  4. ps: no riesco a chiederti l'amicizia su facebook, magari chiedimela tu, sono Pietro Micaroni, grazie

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  5. ...dicI alcune cose ben argomentate. Pari di pulsione di morte, di masochismo insito nella mentalità cristiana. Analizzi alcune problematiche importanti a cui, in effetti, dovrebbe essere concessa maggiore attenzione... Alcune argomentazioni, a mio parere, sono notevoli. Ma, a ben vedere, non analizzi il Cristianesimo, ma le sue le degenerazioni, le false interpretazioni di Dio. C'è dietro, mi sembra, una mente acuta, che si interroga a fondo e ricerca delle spiegazioni ad alcuni fenomeni (anche patologici) del reale attraverso una dichiarata mentalità laica e anticristiana. Tuttavia, ho l'impressione che questa mente a un certo punto si sia fermata. Che non abbia fatto lo scatto ulteriore.. In particolare, noto una mente concentrata sulle degenerazioni e sul dolore. Non riflette, ad esempio, su frasi e concetti liberanti come "la verità vi farà liberi" o sul concetto di Perdono e misericordia del Dio cristiano. Vede il cristianesimo, mi sembra, come una dottrina frustrante e il Dio Padre come un macellaio che opera il "figlicidio" e lo pone come principio FONDANTE della religione e della società cristiana (che, IN QUANTO TALE, comprende praticamente tutta la realtà e la società occidentale). Io credo in realtà che, nonostante si abbia la necessità, oggi più che mai, di incrinare e smuovere le muffe della cristianità, il vero messaggio di Cristo sia TUTTORA poco conosciuto e che il cristianesimo, FORSE NON A CASO, si presti ad essere equivocato. Credo che Dio si lasci vedere da chi lo cerca con cuore sincero. In particolare vedo e sento riemergere un sotto-testo Nietzscheiano e, di esso, interpretazioni poco accurate. Dio è morto, dice il filosofo. Ma anche Nietzsche se vuole sopravvivere va riletto con una capacità di rielaborazione personale che lo salvi da interpretazioni troppo parziali.

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  6. Chiara: grazie per il tuo intervento. Devo fare innanzitutto una precisazione: non sono un ammiratrice di Nietzsche e non è mia intenzione farne alcun riferimento in quest'articolo; non riesco a capire quali echi possano essere riferiti a lui in questo testo; forse perchè nel titolo c'è il temine "anticristo"? E' un termine generico, che ho usato per attirare i lettori, non pensavo certamente a Nietzsche, la cui filosofia consiste nella megalomania e nei deliri di onnipotenza nati dalle frustrazioni di una persona debole e malata e porta gli stessi connotati fondamentali della religione. Ritengo che Nietzcshe debba essere finalmente archiviato se vogliamo progredire.

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  7. O si è cristiani oppure si è tedeschi
    Hitler sapeva bene che tutto ciò era impensabile. A Hermann Rauschning, con il quale ebbe scambi di vedute di notevole franchezza, egli dichiarava senza ambiguità che non poteva esservi coesistenza tra «una fede cristiano-giudaica con tutta la sua morale della compassione» e «una fede energica ed eroica in Dio e nella Natura, nel Dio che esiste nel suo popolo, nella sua sorte, nel suo sangue stesso». Per cui, «una Chiesa tedesca o un cristianesimo tedesco sono utopie. O si è cristiani, o si è tedeschi».

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  8. Ma la gravità effettiva delle dichiarazioni di Hitler a Rauschning sta loro tessuto concettuale: molto al di là quindi della politica. La fede cristiana era «semitica», la sua morale della compassione spregevole. Siamo ben oltre Wagner, il quale alla «compassione» non avrebbe mai rinunziato; e siamo in un ambito molto diverso anche da certe dottrine religioso-filosofiche che per la loro origine «ariana» riscuotevano pur da parte di Hitler una vaga simpatia, come il buddhismo, che sarebbe inimmaginabile senza la morale della compassione. Potrebbe sembrare che la polemica anticristiana di Hitler si ispirasse a Nietzsche, ed è senza dubbio così: ma si trattava di un Nietzsche letto frettolosamente e orecchiato.
    Ed ecco quindi che, dalle conversazioni con Rauschning e dai «discorsi a tavola», emerge pian piano il Dio di Hitler. Non era un Dio granché originale: ma certo non aveva nulla a che fare con il Creatore trascendente che al Führer capitava talora d’invocare.

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  9. Quello di Hitler era anzitutto un Dio vagamente hegeliano, Weltgeist, «spirito del mondo». Era un Dio che si manifestava nella «natura», nella «sorte», nel «sangue» del popolo. Da una parte esso ricordava certe concezioni settecentesche di marca teistica come l’Ente Supremo di Robespierre (per quanto Hitler detestasse la Rivoluzione francese); ma, per un altro verso, questo «Dio» era una forza immanente e panteistica, fusa con la natura e con le sue leggi. E, per Hitler, le «leggi» fondamentali della natura erano la lotta per la sopravvivenza, la selezione delle specie più forti, l’organizzazione razziale del «genere umano».

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  10. Pensieroaperto: grazie per il tuo contributo. Fondamentalmente i progetti sociali dell'ideologia hitleriana (che è un'interpretazione distorta del panteismo) e quella cattolica, pur essendo opposte nei propri tratti esteriori, coincidono però quanto a finalità; infatti le connotazioni profonde di entrambi sono consimili: la legge del più forte e la brutalità fondamentalmente irresponsabile del nazismo è la stessa legge del più forte e la stessa brutalità velata dietro l'ipocrisia religiosa, la stessa violenza sostenuta e consacrata dalle leggi religiose giudaico-cristiane. Non per nulla Hitler promise alle gerarchie cattoliche di estirpare ogni traccia di ateismo dalla Germania e dall'Impero che avrebbe voluto conquistare. In pratica l'idea religiosa di Dio, soprattutto quella cristiana, ha una carica in più, perchè aggiunge agli stessi fini dei messaggi che potrebbero sembrare opposti, ma che sono fondamentalmente gli stessi, come identiche sono le finalità, ovvero quelle di creare una società assolutistica, gerarchica e di sopprimere ogni diversità individuale, irregimentando l'intera umanità. In pratica, ciò che può sembrare antitetico, lo è solo in superfice, cambia solo la confezione.

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  11. Buongiorno.
    Innanzitutto voglio complimentarmi per il suo lavoro,che ritengo fondamentale nell'attuale contesto storico.Inoltre sono felice di constatare molti riscontri a pensieri personali formulati autonomamente. E' da poco che ho scoperto il suo blog e da ora lo seguirò assiduamente.
    Vorrei perdonasse la mia pignoleria nel segnalarle una lieve inesattezza che ho riscontrato nel pezzo qui sopra:"Hitler era un fervente cristiano": la traduzione letterale di
    "GOTT MIT UNS" è "DIO CON NOI"; che nel contesto assume, oltre che qualità di esattezza,anche dote di rafforzativo del valore semantico.
    Mentre la traduzione "DIO CI PROTEGGA" assume , da parte di chi adotta questa formula,(nella fattispecie le SS )una parvenza di delega di responsabilità terza.
    Inoltre ritengo che non si possa liquidare Nietzsche con definizioni quali lei ha commentato il post di Chiara Jan, non si può ammirare o no un filosofo,scusi l'impertinenza,il riferimento continuo nell'opera di Nietzsche alla mitologia greca, i riferimenti alla psicologia del profondo,
    la miseria dell'umano,il Superuomo, che nella fattispecie indica il "superamento dell'uomo" in quanto essere misero,va letto "studiato",secondo il mio punto di vista, in chiave psicologica, non certo in chiave letteraria come fa la maggior parte delle persone.Anzi Nietzsche è più che mai attuale. Ritengo che non debba essere archiviato perchè si possono trarre ancora grandi benefici.Poi per quanto riguarda la sua malattia e la sua morte, possiamo ritenerli incidenti di percorso quasi inevitabili per uomini che si spingono così oltre le "colonne d'ercole".
    Cordiali saluti a Lei e ai bloggers di qui.

    Giuseppe Golin

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  12. Giuseppe Golin, innanzitutto dammi del tu :-) ;sono molto felice di avere un nuovo iscritto nel mio blog e di poter, nel mio piccolo, rendermi utile. Rimango dell'idea che Nietzsche sia stato alquanto sopravvalutato nel corso del tempo; innanzitutto viene, a mio avviso, troppo leggermente accomunato alla mentalità laica o umanistica. Ho letto e approfondito tutti i suoi scritti e, sinceramente, le sue idee sociali e la sua idea di "uomo", sebbene possa sembrare assolutamente opposta a quella religiosa, ne persegue gli stessi fini. "L'uomo è acqua bassa"; "voglio le donne sempre incinte e gli uomini sempre in guerra"; per non parlare del consiglio alla borghesia europea a non concedere alcun diritto alla classe operaia, perchè, a suo dire, "la fame vien mangiando" e, sempre a suo dire, si sarebbe dovuto prendere esempio dalla società cinese dell'800 quanto a trattamento delle classi sottoposte. Io credo che Nietzsche (a parte che era malato "a prescindere" dallo sforzo sovrumano dovuto alle sue speculazioni) fosse più che altro strumentalizzato da certe correnti evoluzioniste e ideologiche, che poi si sono espresse nel '900.

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  13. Ciao Alessia, che mi dici di Max Stirner, da cui ha ampiamente attinto Nietzsche? Hai letto " L'Unico e le sue proprietà" ?
    A me ha aperto un mondo.

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  14. C'è un problema di fondo con il tuo blog... Comunista? Avanti, siamo onesti... Il comunismo non può esistere come non può esistere la democrazia xD sono due utopie xD

    La democrazia aveva senso in città da 100 persone dove tutte potevano votare ma oggi... E' un'oligarchia non una democrazia... e riguardo al comunismo... perchè possa esistere gli esseri umani dovrebbero smettere di essere umani e di avere delle necessità ;)

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  15. Ciao Alessia,
    sono entrata per caso nel tuo link, da fb.
    Devo farti i complimenti. Ti stimo e mi unisco al tuo pensiero! Caterna 68 da Varese

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  16. ne spari di stronzate nel tuo blog,hitler non era cristiano e qualunque storico te lo può dire,hitler voleva intrappolare le masse cristiane perchè le idee di pace e amore del cristianesimo non andavan d'accordo col nazismo,parla dei morti nei gulag comunisti la peggiore piaga dell'umanità se sei onesta

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